mercoledì 5 novembre 2014

antonino Cuomo - testimonianza Medjgorie



Cercherò di non essere troppo lungo,perchè le cose che mi son successe prima,durante e dopo Medjugorje sono state davvero tantissime;Segno che Dio esiste e ci ama immensamente. Fino a Ottobre 2007 ero una persona completamente diversa da quella che sono ora.E molti che mi conoscono ne sono testimoni.Inizia tutto così senza motivo,poco alla volta e poi ti ritrovi ad essere un grande peccatore anche se per il mondo sei una persona normale che si gode la vita.Non andavo mai a Messa,mai confessato,mai pregato,ero una persona molto razionale nelle cose e detestavo i sacerdoti,il Papa. e tutti i fedeli che seguivano la Chiesa.Sono sposato dal 99 e sia prima che dopo avevo sempre tradito mia moglie.La donna per me era come un oggetto di trasgressione da usare a mio piacimento.Fatto sta che anche il giorno del mio matrimonio avevo tra gli invitati una delle mie amanti,si perchè non mi fermavo certo ad una.Frequentavo le discoteche,all’inizio mi divertivo sballandomi con gli spinelli,poi ci andavo per conquistare le ragazze e non facevo distinzioni se erano sposate o fidanzate,l’importante era possederle.Poi pian piano mi scocciavo anche di perdere il tempo in questo modo e per facilitare la cosa iniziai anche a frequentare ogni tanto locali per scambisti,logicamente all’insaputa di mia moglie,ero un marito padrone.Tante sere dopo il lavoro invece di andare a casa andavo a casa di amiche per soddisfare i miei desideri perversi.Avevo un bel giro di amicizie,se così si possono chiamare, ed ero uno che consigliava aborti e vita mondana.Bestemmiavo praticamente ogni giorno,soprattutto la Vergine Santissima,per lei avevo le parole più schifose.Col tempo poi perdi il controllo dei sensi e diventi Dio di te stesso fino al punto di lasciare mia moglie e separarmi da lei per andar a vivere con un’altra donna.Ormai la mia famiglia era demolita,i miei bimbi vivevano con la mamma ed io di rado andavo a casa perchè pensavo di tenere la coscienza pulita vivendo da papà part time.Mia moglie ,non era una che andava in Chiesa e dopo che io l’avevo ferita non aveva più nessuna speranza di rivedere la famiglia unita.Poi quando tutto sembrava finito lei venne a sapere che esisteva un posto dove appariva la Madonna questo posto è Medjugorje.Così nel giro di 1 mese partì da sola per questo pellegrinaggio.Nessuno nella nostra famiglia aveva mai sentito parlare di quel posto.Al suo ritorno però qualcosa era successo,qualcosa era cambiato in lei.Doveva partire per Napoli con i bimbi e invece decise di rimanere a casa nostra a Reggio Emilia.Nonostante tutti,compresi i miei genitori la sconsigliavano.Aveva deciso di vivere completametne nel cuore Imacolato di Maria e mettere in pratica le 5 pietre che la Madonna ci consiglia di fare.Andava a Messa tutti i giorni e offriva l’Eucarestia per me.Pregava il Rosario completo ogni giorno,anzi a volte capitava che ne pregava anche 10.Digiunava a pane e acqua mercoledì e venerdì.Ogni settimana si confessava.E iniziò a leggere la Bibbia,anzi a viverla.Tutto a mia insaputa.L’effetto però era devastante sulla mia anima perversa.Senza motivo e senza capire il perchè mi capitava spesso di piangere fiumi di lacrime in quel periodo dopo il suo ritorno da Medjugorje.Iniziai ad avere pensieri di suicidio e caddì in una specie di depressione.Ero molto arrabbiato perchè dopo aver raggiunto il mio traguardo di uomo “libero”non riuscivo a capire quegli stati d’animo e spesso quando di rado andavo a casa dai bimbi e incrociavo mia moglie,la insultavo crudelmente e la sputavo in faccia.Ma lei ,che fino a quel momento rispondeva alle mie provocazioni con “occhio per occhio dente per dente”,cambiò atteggiamento rispondendomi con il silenzio,la pazienza e la comprensione che di fronte non averva il marito,ma il diavolo.No sò il perchè ma iniziai a provare paura quando incrociavo gl’occhi di mia moglie,in lei si avvertiva una pace e un amore che non avevo mai trovato in nessun luogo,in nessuna donna,nemmeno in mia moglie stessa.Ricordo benissimo un gesto che mi fece provare tenerezza nei suoi confronti:una mattina andando a casa per prendere delle cose,lei mi accolse dicendomi se avevo fatto colazione,se volveo un caffè e se avevo bisogno di una camicia stirata.Avevo compreso che tutto quello che faceva lo faceva nella consapevolezza di non ricevere niente in cambio,se no bestemmie e insulti da parte mia,avevo capito che non stava amando più il marito,ma la persona bisognosa di luce che aveva difronte.Non sò spiegarmi bene,ma nell’aria si avvertiva una forza soprannaturale che a tratti mi faceva stare bene e che poi mi infastidiva fino al punto di bestemmiare la Madonna come un diavolo inferocito.La notte avevo incubi,sognavo il demonio ai piedi del mio letto che mi guardava e mi svegliavo in una pozza d’acqua provocata dal mio sudore ,impaurito e scioccato.Anche se una notte (sogno che poi ha avuto importanza poi dopo qualche mese) sognai un bambino di nome Raffaele che mi accompagnò in una grande Chiesa dove incontrai solo una decina di frati vestiti di bianco giù ad una cappellina che pregavano in cerchio il Rosario.Poi uscito dal quel posto mi ritrovai di fianco ad un posto pieno di lumini rossi accesi e lì davanti a me un’aiuola dove delle signore in ginocchio piangevano.Alzati poi gl’occhi mi ritrovai in mezzo a 2 colline sassose e un vecchietto che mi disse: “non avere paura,aiuta quelle persone in difficoltà,abbi solo fede e i macigni che ci crollano addosso si fermeranno.Il sogno finì poi con mia figlia che uscì dalla Chiesa dicendomi :papà basta,torniamo a casa”.Nel frattempo un pensiero avevo fisso nella mia mente: “io chi sono?”..Vivendo quei giorni in queste condizioni decisi che se quel posto aveva aiutato mia moglie a vivere la separazione più serena,allora poteva aiutare anche me a vivere meglio la mia esistenza.Ero incosapevole che stavo rispondendo alla chiamata della Gospa.Così decisi di andare a Medjugorje e venuti i giorni della partenza andai lì con mia moglie.Non sò il perchè ma avevo paura di andare da solo e decisi di andare con lei.Il primo giorno fu tremendo,appena mesi piede in chiesa durante il Rosario mi venne di bestemmiare e lo feci.Volevo scappare via da quel posto,sentivo dentro di me tantissima cattiveria.Mia moglie mi suggerì di andarmi a confessarmi,ma appena vidi la fila che dovevo fare insultai anche tutti i pellegrini.Mi sedetti su di una panchina,nel mio cuore era in atto una vera battaglia e dopo aver fumato un paio di sigarette decisi di andare in confessionale.Queste le mie parole:Ok Madonna,vuoi che mi confessi,vuoi che preghi,ok lo faccio,vediamo così se esisti davvero.Andai in confessionale e con mio stupore non c’era più la fila,entrai spavaldo in quella stanzetta e battendo i pugni sulla sedia dissi al sacerdote che avevo commesso tutti i peccati,tranne quello di uccidere.Dopo un breve colloquio,mi benedisse e usci dal quel posto.In effetti qualcosa già stava cambiando,non avvertivo più dentro di me la cattiveria,ma non stavo ancora bene.Facemmo il giro della Chiesa e riconobbi i luoghi del mio sogno fatto 2/3 mesi prima.Volevo piangere ma un vero uomo non piange mai,così nascondevo le lacrime.Poi andammo da padre Jozo e lì un’altra mazzata.Durante la Messa ci fece fare la consacrazione alla Madonna….(ogni volta che arrivo in questo punto mi viene sempre da piangere,ancora oggi)fatto sta che piansi e versai fiumi di lacrime con la faccia per terra.Pregai il mio primo Rosario salendo il Podbro..altre lacrime.Ci fu poi il 2 ottobre l’apparizione e in quel momento davvero affidai alla Madonna la mia vita e chiesi perdono per averla offesa.Capii che dovevo confessarmi per bene e lo feci.Il confessore mi diede come penitenza di pregare 10 Rosari,accettai ma nessuno credeva a quella penitenza.Pensavo di non aver mai ucciso nessuno,forse però era il peccato più grande che vivevo.Perchè uccidevo il prossimo con la mia condotta.L’ultimo giorno prima di partire durante la Messa nel momento dello scambio della pace una mano mi afferrò la maglia da dietro,era una bambina che fino a quell’istante non c’era e mi disse tendendomi le braccia : PEACE. Mi sconvolse,somigliava molto a mia figlia,l’abbracciai e seguendola con lo sguardo vidi che se ne andò soddisfatta dal papà che l’aspettava sotto la statua della Madonna.E senza nemmeno aspettare la fine della Messa se ne andarono via sorridenti.Quella bambina che fino a quel moneto non c’era venne solo da me e se ne andò.Da quel giorno la mia vita è cambiata,la mia famiglia è rinata a nuova vita.Dopo quell’esperienza ho capito che Dio esiste veramente e tutti quei castelli che mi ero costruito non erano altro che frutto dell’azione del maligno che mira a distruggere le famiglie e la nostra esistenza.Mi permetto di dare un consiglio a tutti quelli che si trovano nelle condizioni che mi trovavo io .

Non abbiate paura di aprire il cuore alla Madonna,Lei vi aiuterà,voi però mettetevi nelle condizioni di essere aiutati e fate tutto quello che nei messaggi Maria ci suggerisce. La famiglia è un dono preziosissimo,vigilate su di essa mariti e mogli ,perché come dice S.Pietro : “il diavolo come leone ruggente và in giro cercando chi divorare”. 

Ecco Medjugorje è stata  la mia via per Damasco,sono caduto ma Gesù mi ha rialzato e mi ha aperto gl’occhi.
                                                                                                                         Antonino Cuomo

fonte:http://mary4878.wordpress.com/2013/11/06/una-testimonianza-bellissima-medjugorje-e-stata-la-mia-via-per-damasco-antonino-cuomo/

REGINA DELLA PACE...dal messaggio del 2-11-2014



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LA STRADA DI DIO



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martedì 4 novembre 2014

S. CARLO BORROMEO - le ginocchia




“Le anime - diceva - 
si conquistano con le ginocchia”.

Si conquistano cioè con la preghiera.

S.Carlo Borromeo

GESU' - amore

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IL BIMBO FELICE - preghiera indù



Tu tieni la mia mano 
e mi guidi con fermezza. 

Ed io, come un bimbo felice, 
vado giocando 
nel tuo caro mondo, o Dio.

Preghiera indù


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PADRE SILVANO - COMMENTO AL MESSAGGIO A MIRJANA 2 NOVEMBRE 2014



COMMENTO AL MESSAGGIO A MIRJANA 2 NOVEMBRE 2014

1° decina: il messaggio a Mirjana
"CARI FIGLI, SONO CON VOI CON LA BENEDIZIONE DI MIO FIGLIO, CON VOI CHE MI AMATE E CHE CERCATE DI SEGUIRMI. IO DESIDERO ESSERE ANCHE CON VOI, CHE NON MI ACCOGLIETE. A TUTTI VOI APRO IL MIO CUORE PIENO D’AMORE E VI BENEDICO CON LE MIE MANI MATERNE. SONO UNA MADRE CHE VI CAPISCE: HO VISSUTO LA VOSTRA VITA E HO PROVATO LE VOSTRE SOFFERENZE E GIOIE. VOI, CHE VIVETE IL DOLORE, COMPRENDETE IL MIO DOLORE E LA MIA SOFFERENZA PER QUEI MIEI FIGLI CHE NON PERMETTONO CHE LA LUCE DI MIO FIGLIO LI ILLUMINI, PER QUEI MIEI FIGLI CHE VIVONO NELLE TENEBRE. PER QUESTO HO BISOGNO DI VOI, DI VOI CHE SIETE STATI ILLUMINATI DALLA LUCE E CHE AVETE COMPRESO LA VERITÀ. VI INVITO AD ADORARE MIO FIGLIO, AFFINCHÉ LA VOSTRA ANIMA CRESCA E RAGGIUNGA UNA VERA SPIRITUALITÀ. APOSTOLI MIEI, ALLORA POTRETE AIUTARMI. AIUTARE ME SIGNIFICA PREGARE PER COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO L’AMORE DI MIO FIGLIO. PREGANDO PER LORO, VOI MOSTRATE A MIO FIGLIO CHE LO AMATE E LO SEGUITE. MIO FIGLIO MI HA PROMESSO CHE IL MALE NON VINCERÀ MAI, PERCHÉ QUI CI SIETE VOI, ANIME DEI GIUSTI: VOI, CHE CERCATE DI DIRE LE VOSTRE PREGHIERE COL CUORE; VOI, CHE OFFRITE I VOSTRI DOLORI E SOFFERENZE A MIO FIGLIO; VOI, CHE COMPRENDETE CHE LA VITA È SOLTANTO UN BATTITO DI CIGLIA; VOI, CHE ANELATE AL REGNO DEI CIELI. TUTTO CIÒ VI RENDE MIEI APOSTOLI E VI CONDUCE AL TRIONFO DEL MIO CUORE. PERCIÒ, FIGLI MIEI, PURIFICATE I VOSTRI CUORI ED ADORATE MIO FIGLIO. VI RINGRAZIO! "

2° decina:
"CARI FIGLI… MIO FIGLIO MI HA PROMESSO CHE IL MALE NON VINCERÀ MAI, PERCHÉ QUI CI SIETE VOI, ANIME DEI GIUSTI: VOI, CHE CERCATE DI DIRE LE VOSTRE PREGHIERE COL CUORE; VOI, CHE OFFRITE I VOSTRI DOLORI E SOFFERENZE A MIO FIGLIO; VOI, CHE COMPRENDETE CHE LA VITA È SOLTANTO UN BATTITO DI CIGLIA; VOI, CHE ANELATE AL REGNO DEI CIELI.
La regina della Pace oggi ci da molte conferme e vi fa molti complimenti, e con molta gioia di farveli arrivare. Maria sta parlando di voi, riuniti nel cenacolo, siete voi infatti che cercate di pregare con il cuore, voi che con i vostri cenacoli e personalmente offrite ogni mese tante ave Maria perché tanti cuori si aprano a lei, tanti lungo questo cammino stanno imparando a offrire a Dio anche le proprie sofferenze. Tutte queste preghiere testimoniano che voi amate Maria, che comprendete il suo dolore di madre per quei FIGLI CHE NON PERMETTONO CHE LA LUCE DI GESÙ LI ILLUMINI. Tutto il tempo che ogni mese dedicate alla preghiera, testimonia che anelate al Regno dei cieli. Perciò rallegratevi perché sicuramente siete tra le anime dei giusti di cui oggi Maria si rallegra tanto.

3° decina:
PER QUESTO HO BISOGNO DI VOI, DI VOI CHE SIETE STATI ILLUMINATI DALLA LUCE E CHE AVETE COMPRESO LA VERITÀ… AIUTARE ME SIGNIFICA PREGARE PER COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO L’AMORE DI MIO FIGLIO.
Già fatto! Da tre anni i nostri cenacoli riuniscono insieme figli di Maria, nel loro cuore è accesa la luce della fede e desiderano aiutare questa mamma. Per questo ogni mese le offrite tante preghiere affinché si aprano a lei i cuori dei giovani, dei malati, delle famiglie dei carcerati, il cuore di chi non conosce l’amore di Dio… Certo si può rendere più efficace la nostra collaborazione e questo avviene attraverso la crescita personale, VI INVITO AD ADORARE MIO FIGLIO, AFFINCHÉ LA VOSTRA ANIMA CRESCA E RAGGIUNGA UNA VERA SPIRITUALITÀ. Intanto, però, facciamo quello che sappiamo fare. Aiutare Maria con la preghiera? Già fatto! Solamente in questo anno, fino a ora con i nostri cenacoli le avete offerto oltre 50 milioni di Ave Maria. perciò, stiamo già aiutando Maria con le preghiere e abbiamo tutta l’intenzione di continuare ad aiutarla.

4° decina:
TUTTO CIÒ VI RENDE MIEI APOSTOLI E VI CONDUCE AL TRIONFO DEL MIO CUORE.
Maria ha un sogno nel cassetto, un grande progetto, nato quasi 100 anni fa a Fatima dove ha promesso ai tre pastorelli che alla fine il suo Cuore Immacolato Trionferà, i veggenti di Medugorje, (io l‘ho sentito dalla viva voce di Mirjana), ci hanno detto che quello che ha iniziato a Fatima, Maria lo vuole concludere a Medjugorje. Uso l’immagine di un’autostrada spirituale che parte da Fatima e arriva a Medjugorje, un’autostrada che parte dalla terra e vuole portare in Cielo, alla salvezza tante persone, e vuole portare dal Cielo sulla terra tanta pace. Questa autostrada si chiama Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. In questi cento anni a quest’autostrada hanno lavorato dei santi molto grandi: san Massimiliano Kolbe, Giovanni Paolo II, don Stefano Gobbi e tutta l’opera mariana sacerdotale, e chissà quanti altri. Maria sta formando tanti Apostoli che collaborano a questo progetto.

5° decina:
TUTTO CIÒ VI RENDE MIEI APOSTOLI E VI CONDUCE AL TRIONFO DEL MIO CUORE.
Con tutte queste preghiere abbiamo capito che Maria ha coinvolto anche noi in questo suo sogno, ci sta formando come suoi Apostoli per la realizzazione del progetto Trionfo del suo Cuore Immacolato, infatti cosa succede a chi prega per aprire i cuori a Maria? Poco alla volta nel cuore entra la pace e la pazienza di Maria. Un’Ave Maria dopo l’altra i figli acquisiscono gli atteggiamenti di questa Mamma. Provate a pensare che cosa succederebbe se solo gli abitanti del vostro condominio avessero tutti, in pienezza, la bontà di Maria? Cosa succederebbe se i trentamila giovani che erano presenti in agosto a Medugorje avessero tutti la fede pronta e generosa di Maria? Cosa succederebbe se in tanti al modo avessero l’amore per il prossimo che ha questa Mamma? Scoppierebbe la pace: questo è il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, quando i figli hanno un cuore come quello di questa Mamma. Il percorso di preghiera che stiamo facendo ci porta al Trionfo del cuore Immacolato, poco alla volta ne siamo divenuti sempre più consapevoli e da circa un anno e mezzo abbiamo lanciato una iniziativa apposita: la recita di 50 Ave Maria alla settimana per il Trionfo del Cuore Immacolato. In questo cammino state diventando Apostoli di Maria e consentite al suo cuore Immacolato di trasformare il vostro cuore e quello di tanti.

Il Signore vi benedica
fr Silvano

SARAI FELICE



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domenica 2 novembre 2014

LA BARBERA - si.



Eugenio mi permetti di guidare la tua vita?

...ed io quella notte a Gesù 
...ho detto Si!!!


P. Eugenio la Barbera


DIO - ...qui



Qui abiterò, 
perché l'ho desiderato

Salmo 131

...CHI AMA


Chi ama il signore  è felice 
e gode continuamente della sua presenza , 
ha compreso che per trattare con lui 
non c'è bisogno di muovere neppure un passo , 
poiché il signore dimora e vive dentro di noi 

fonte:...non ricordo +

GESU' - grazie...fiducia




Le grazie della Mia Misericordia 
si attingono con un solo recipiente 
e questo è la fiducia. 

Più un'anima ha fiducia, 
più ottiene. 

Sono di grande conforto per Me 
le anime che hanno una fiducia illimitata, 
e su tali anime riverso 
tutti i tesori delle Mie grazie.
 
Sono contento quando chiedono molto, 
poiché è Mio desiderio dare molto 
 anzi moltissimo. 

Mi rattrista invece se le anime chiedono poco, 
comprimendo i desideri dei loro cuori».

Gesù a S. Faustina Kowalska

Drorah Resenfeld - la corsa



Dacci, Signore, 
la forza di arrestare la nostra corsa, 
di sentire l'orlo dell'abisso.

Drorah Resenfeld



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ALDA MERINI - il viso bendato



È inutile presentarsi a Dio
con il viso coperto: 
egli toglierà tutte le bende della nostra finzione.
Ci guarderà in faccia.

Ecco, le mie sorelle non hanno pensato
che io volevo guardare in faccia il Signore,
e mi hanno bendato il viso.

...non hanno pensato che io volevo
la carezza divina

Alda Merini

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5 minuti

TONI - l'uomo più felice della terra



"I medici dicono: aneurisma cerebrale. 
Dico: cos’è? 
Dicono: delle due vene che confluiscono nel cervello 
una s’è ingrossata ed è esplosa. 
Dico: cosa vuol dire? 
Dicono: è morta. 
Dico: è incinta”. Poi è nata Nicole
Era mattina, la solita mattina in cui ci si alza prima di svegliarsi. 
Ci si veste e ci si lava, si fanno le chiacchiere più belle della giornata, 
quelle nel tinello, quelle in cui il soffio delle parole 
si mischia al fumo del caffè e si pensa 
che anche oggi c’è da sfangarla, e chissà 
che il capo non mi dia un aumento. 
Cristina era di là, davanti alla caffettiera, 
nella tipica postura che, da quando ci sono le mamme, 
le mamme assumono. 
Una mano appoggiata sulla schiena,
 con il braccio a disegnare un arco uguale e opposto 
a quella pancia che lì davanti stava crescendo. 
Cristina preparava il caffè. 
Era il 24 marzo 2006 e Toni sentì non un tonfo, ma “il” tonfo. 
“Corsi”. Era Cristina. 
Era immobile, non c’era alcun risucchio, 
nemmeno affannato, del respiro. 
Toni chiamò il 118. Via fino a Garbagnate. 
È troppo grave. 
Via fino a Milano, ospedale Ca’ Grande di Niguarda. 
“I medici dicono: aneurisma cerebrale. 
Dico: cos’è? 
Dicono: delle due vene che confluiscono nel cervello 
una s’è ingrossata ed è esplosa. 
Dico: cosa vuol dire? 
Dicono: è morta. 
Dico: è incinta”.

“Ci eravamo conosciuti al bar. 
Sì, lo so, il colpo di fulmine non esiste. 
Però a noi ci colpì lo stesso. 
Dopo due mesi andammo a convivere 
mentre i nostri amici ci dicevano di stare attenti 
perché io avevo 23 anni e lei 35. 
Lei smise di prendere la pillola perché volevamo un figlio, 
tutti e due lo desideravamo”. 
Era il tempo dell’amore e del buonumore 
e Toni s’ingozzava d’uova. 
“Uova uova uova a tutti i pasti e a tutte le ore.
 ‘Che si mangia oggi?’.
 ‘Uova’. ‘Già, che te lo chiedo a fare?’. 
‘Le uova ti fanno bene, Toni, ti danno la forza necessaria’”. 
La forza arrivò e qualche mese dopo Cristina rimase incinta. 
Per lei aveva scelto il nome di Nicole.

“Glielo dissi ai medici: Cristina è incinta al quarto mese. 
Fate tutto il possibile per salvarla. 
Però mi spiegarono subito che per lei non c’era nulla da fare, 
e che sarebbe stata dura, molto dura”. 
“Torni domani”. 
“Tornerò”. 
La mattina dopo, alle 6, Toni era di nuovo all’ospedale. 
Gli fecero capire che casi simili in Italia mai si erano presentati, 
e che nessuno di loro poteva vantare 
un’esperienza in circostanze tante eccezionali. 
Tuttavia la letteratura scientifica asseriva che altre dieci volte, 
nella storia dell’umanità, 
un evento simile era andato a buon fine. 
Da una madre morta e tenuta in vita artificialmente 
era nata una bambina viva.
 Toni racconta che fu come un istinto primordiale, 
che le parole gli uscirono di schianto, 
che non ci fu alcun indugio, alcun tentennamento, 
alcun ripensamento. 
Toni si sentiva come un guerriero con un piede nella fossa,
 “perché i dottori me lo ripetevano spesso: non si illuda. 
E poi, guardi, che è facile che ci saranno complicazioni, 
traumi, la bambina potrà avere danni alla testa, 
forse non vedrà mai la luce’. 
Gli amici mi mettevano in guardia: 
‘Toni, non ci sperare troppo che poi la disillusione 
ti farà venire il sangue amaro’. 
Io mi sentivo come un alpinista 
attaccato al suo filo sullo strapiombo dell’abisso. 
L’alpinista ha solo quel filo, solo quello, 
quel filo è la sua vita. 
Quel filo era mia figlia”.

Toni si mise in aspettativa. 
Tutte le mattine s’alzava, 
andava all’ospedale ed entrava nella camera di Cristina. 
Lei era avvolta da un gomitolo di cavi 
che le entravano in gola e le perforavano in pancia. 
Lui le parlava per ore e ore. 
Per ore e ore discuteva con la sua pancia. 
Le raccontava le sue giornate e i suoi pensieri 
e ogni volta che vedeva un’ecografia 
sentiva un’ascia di gioia spaccargli il cuore. 
“La bambina si muoveva tantissimo, tantissimo. 
Vederla mi dava speranza”. 
Fuori quel corpo muto e immobile, 
dentro quella vita furibonda. 

Accadde una cosa strana, stranissima. 
“I medici e gli infermieri si affezionarono. 
Pareva quasi che tutto il reparto fosse incinta”. 
Toni si ricorda bene delle piaghe, 
se le ricorda perché le piaghe non c’erano. 
Se lo ricorda anche Roberto Merati, 
responsabile dell’Ostetricia, 
che si sorprese assai che su tutto il corpo di Cristina 
non ci fosse il marchio del decubito. 
Sdraiata per 78 giorni su un letto, 
la donna non aveva parte del corpo 
che presentasse lesioni cutanee, 
dai polpastrelli delle dita alla pelle martoriata 
dalle cannucce che la affliggevano, 
non c’era un centimetro del corpo che apparisse increspato. 
Le infermiere ogni giorno la giravano e rigiravano, 
le applicavano olii e pomate, 
le riaccomodavano la treccia dei capelli. 
Soprattutto la treccia dei capelli. 
C’era un’infermiera che ogni giorno 
gliela annodava perché Cristina fosse bella 
come per un matrimonio, 
splendida per quando arrivava il suo Toni. 
Una volta Merati chiese all’infermiera perché lo facesse, 
insomma, che senso ha? 
Gli rispose: 
“Perché se fossi io nelle sue condizioni 
avrei piacere ad essere trattata così”. 
“I medici passavano a vederla quella treccia, 
gli altri infermieri, 
i portantini davano una sbirciata oltre la porta 
per vederla quella treccia”, 
racconta Toni. 
“La lavavano con cura tutti i giorni, 
le passavano la crema lungo quel corpo silenzioso, 
la profumavano”.
“Volevo sposarmi, ma non potevo. 
Però anche Cristina lo voleva. 
Ne avevamo parlato così tante volte”. 
Toni comprò le fedi, 
chiese a un amico prete se poteva venire. 
Si ritrovarono nella stanza e dissero una preghiera. 
Lui disse il suo “sì”, 
lei tacque. “In cuor mio è mia moglie”.
Poi un giorno 
– “si era nella ventinovesima settimana, 
era il 10 giugno, erano le 5 e zero zero del mattino” 
– chiamarono Toni a casa. 
“Ha un calo pressorio, bisogna farla nascere”. 
Toni corse, corse come non aveva mai corso in vita sua. 
Arrivò. 
Gli dissero: è nata. 
Disse: dov’è? Non la vedo. 
Gli dissero: è lì. 
Guardò, ma non la vide. 
Sollevò un lenzuolo. 
Nicole. La prese. 
Era lunga come la sua mano, pesava 713 grammi.
E fu amore e fu thanatos. 
Perché nel giro di nove ore Toni fece la sua via crucis 
dal miracolo della sala parto al dolore dell’obitorio. 
A Cristina furono staccate le macchine 
e Toni acconsentì che le fossero espiantati gli organi. 
Al piano superiore un’altra donna aveva bisogno del fegato. 
Le hanno dato quello di Cristina e oggi sta bene. 
Toni passò cinque giorni a tracciare il solco del suo dolore 
sui pavimenti che portavano dalla rianimazione all’obitorio. 
Poi il funerale. Poi tutti i giorni avanti e indietro. 
Da casa all’ospedale, dall’ospedale a casa. 
“In quel momento ho capito cos’è la vita”. 
Ha scritto Hannah Arendt che 
gli uomini muoiono, 
ma non sono fatti per morire. 
Nascono per incominciare. 

E Toni racconta che è proprio, banalmente, così. 
“Nicole stava nell’incubatrice, 
per toccarla infilavo le mani nei guanti di plastica. 
La accarezzavo e le parlavo, 
sperando non fosse l’ultima volta”. 
A fianco di Nicole, altri come lei. 
Altri bambini vivi per lo sbaglio di una natura 
che non si voleva arrendere alle sicurezze 
dei nostri preconcetti. 
Accanto a lui altri genitori sgranavano rosari 
coi denti per lasciare le dita libere di accarezzare 
quei loro minuscoli figli. 
“Lì sei come preso al lazo dalla vita 
perché vedi mamme che si spremono il latte 
per quei loro figli senza futuro. 
I dottori glielo hanno già detto: 
domani morirà. 
Eppure cavano il latte dal seno, 
anche se è l’ultima sera e domani mattina 
dovranno tirare fuori il vestito bello per il funerale”.

Cristina Nicole 
(così l’ha battezzata Toni, anche col nome della madre) 
aveva bisogno di tutto. 
Veniva nutrita con le flebo, 
le infermiere le davano esigue quantità di latte, 
cinque o sei centilitri otto volte al giorno. 

...Poi arrivò il 25 agosto e Nicole fu dimessa. 
Stava bene, poteva andare a casa. 
“Mi sembrò di volare”, racconta Toni. 
“Arrivai a casa e le feci spazio”. 
Oggi Toni fa la vita di tutti i padri. 
Si alza alle sei di mattina e va a lavorare. 
Chiama 
“dalle cinquecento alle seicento volte a casa 
per sapere se va tutto bene”. 
La madre di Toni è andata a vivere con lui, 
“e senza di lei, i medici, Cristina e il buon Dio non ce l’avrei mai fatta”. 
Poi rincasa la sera e trova la bambina ad attenderlo sull’uscio. 
Sabato e domenica giro dei parchetti, 
scivolo altalena gelato. 
Sono l’uno il mondo intero dell’altro 
e Toni non spende parole cubitali per descrivere la sua quotidianità. 
Gli tornano i brividi a pensare a tutto quel che gli è successo, 
ma non ha tempo per candeggiare la vita con l’immaginario.
Sa che è andata così e che all’impero di cartapesta 
dei progetti s’è sostituita questa bambina in carne e ossa 
che porta il nome dell’amata. 
“Devo portarla regolarmente all’ospedale, 
di tanto in tanto, per i controlli di routine. 
Il compleanno l’ha festeggiato in corsia 
con tutti gli infermieri e tutti i medici 
che me l’hanno fatta nascere”. 
Assicura di essere “un padre fortunato. 
Sono rimasto attaccato a una speranza che non mi ha deluso. 
Ringrazio tutti i giorni Cristina che, 
morendo, mi ha dato la bambina. 
Nicole sa tutto e quando crescerà glielo spiegherò meglio. 
Adesso quando s’alza la mattina 
prende la fotografia della mamma 
che ha sul comodino e la bacia. 
Un giorno saprà meglio anche i particolari, 
pur conoscendo già oggi l’essenziale”. 
Toni dice che già oggi,
 mentre scambia le due chiacchiere mattiniere 
nel tinello con Nicole, 
è consapevole di essere “l’uomo più felice della Terra”.






di Emanuele Boffi, Il Foglio, 4 marzo 2008

http://www.tempi.it/mia-moglie-era-morta-ma-la-figlia-che-portava-in-grembo-era-viva-storia-di-toni-cristina-e-nicole

foto:Walter rosenblum Pitt stret

MARYTV - MESSAGGIO DEL 2




HANNO APPENA TRASMESSO
IN DIRETTA L'APPARIZIONE 
DEL 2 A MEDJGORIE

CLICCANDO QUI

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...PENSO QUINDI 
CHE OGNI 2 DEL MESE 
SU MARYTV
SI POSSA VEDERE L'APPARIZIONE


...ALLA FINE PADRE SILVANO DELLE 1000 AVE MARIA
HA DATO LA BENEDIZIONE
ASSIEME A TUTTI I SACERDOTI PRESENTI

...STAMATTINA 
ERA ALLE 8,00


fonte:https://www.facebook.com/salvatore.hijodedios

PAPA FRANCESCO - amore di Dio

Foto: L #amore di #Dio aggiusta le nostre storie storte #PapaFrancesco

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i nostri programmi

 

..questo è quello che chiede Gesu' e Maria
...a noi che programmiamo tutto!!!

BIMBI




FONTE:...CARMELA

L'ULTIMA CIMA - santità


È possibile la santità
È possibile servire il prossimo
È possibile spendere la vita per questo
...tutto questo è possibile


Don Pablo dominguez 
(l'ultima cima)

M.L. KING - fai il primo passo



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CHIARA AMIRANTE - verità



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" Gloria in eterno " , Comunità Cenacolo

i nostri cari ...VIVI in cielo





Per tutte le anime che ci hanno preceduto ,
 e che pregano tanto per noi
...ma per loro stessi non possono nulla
...desidero dire questo
...che il signore vi benedica,benedica,benedica, 
e che oggi stesso vi prenda con se 
a condividere la sua gioia 
...anche se non è ancora il vostro momento
...per il sangue e l'acqua di Gesù
...la vostra gioia sia anticipata!!! 
Le preghiere di oggi ... di ogni venerdi 
e di questo mese in particolare
sono una "autostrada a scorrimento ultraveloce " 
per intercedere per loro.


QUESTE CANDELE SONO PER VOI CHE SIETE LASSU'
,,,CHE QUESTA LUCE VI RAGGIUNGA 
E VI PORTI TUTTO IL MIO AMORE

fonte:https://www.facebook.com/sonia.fiore.501?pnref=story


REGINA DELLA PACE - 18 marzo 1994 -... la mia strada




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DIO - il fare



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