domenica 23 ottobre 2016

Il Paradiso per Davvero - Trailer Italiano HD

I cristiani credono che c’è vita dopo la morte, mentre altri dicono che dopo la morte non c’è nulla. Ma questo bambino ha avuto un’esperienza di pre-morte e ha sconvolto tutti con le sue dichiarazioni. Al punto che si è deciso di farci un film, “Il paradiso per davvero” (Heaven is for real).
A quattro anni Colton Burpo dovette affrontare un intervento chirurgico d’urgenza a causa di una appendicite acuta. L’operazione fu considerata ad altissimo rischio e il bambino rimase in bilico tra la vita e la morte. Una volta risvegliato, raccontò un’esperienza incredibile.
Colton sperimentò uno stato di quasi morte e affermò di essere stato in paradiso, dove conobbe alcuni parenti già deceduti.
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In un primo momento nessuno credette a quello che diceva, ma quando iniziò a raccontare le storie di parenti deceduti, i genitori rimasero colpiti. Sapeva cose di cui poche persone erano a conoscenza, come il litigio che il padre aveva avuto con il nonno o l’esistenza della sorella mai nata a causa di complicazioni durante la gravidanza.
“Io stesso ho dubitato della mia fede”, ha detto il padre.
Il bambino parlò anche di Gesù, dicendo che aveva “segni sul corpo” e che lo aveva rimandato sulla terra grazie alle preghiere di suo padre. La storia del bambino è certamente sorprendente. Cercala e condividila se credi nella vita eterna!

frodo



Perché l'amicizia è questo:

 non possiamo portare 

tutti i pesi dei nostri amici, 

ma possiamo portare gli amici.


(p.s. mi hanno detto che si trova qui:


 https://pumpstreet.pswebshop.com/ )

grazie Signore


...per la tua misericordia
...grazie!!!


Spot GNPD 2016

esploratore... per te



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«Nella mia solitudine 

sono diventato, per così dire,

 un esploratore per te,

 un viandante di regni, 

che tu non sei in grado di visitare. 

Sono stato chiamato a esplorare 

un'area deserta del cuore umano».


(Thomas Merton, 


scrittore e religioso statunitense)

Dio

Il Maestro
deve essere perfetto
e solo Dio lo è

tristezza

«Quanta tristezza sul volto del Papa 

quando gli ho letto la notizia 

delle due “suore” spose!». 

L’arcivescovo Angelo Becciu, 

sostituto della Segreteria di Stato vaticana, 

racconta la reazione di papa Francesco 

all’unione civile celebrata 

dal sindaco di Pinerolo in municipio 

lo scorso 28 settembre 

fra due ex religiose uscite dal proprio ordine.

Corso Messa 3 don Andrea Brugoli

la legalizzazione aumenta la dipendenza ultimo rapporto delle Nazioni Unite


Dalla pizza alla marijuana: che futuro stupefacente


di Luigi Santambrogio
Digitate su Google il nome di Evan Cox e avrete un’idea di quella che diventerà l’Italia se qualche governo prossimo venturo decidesse di prendere sul serio le panzane di Roberto Saviano,Umberto Veronesi e i radicali sulle meraviglie della libera cannabis.  Evan è un giovane di Seattle poco più che trentenne, grandi baffoni alla Dennis Hopper in Easy Rider e un look da beatnik sopravvissuto. Il severo Economist lo raffigura a bordo di una rombante Harley Davidson mentre consegna una montagna di marijuana a domicilio.
Già, la storia di Cox rappresenta al meglio il sogno del self-made man, anchese la sua impresa è piuttosto particolare e poco raccomandabile. Dopo aver consegnato per mesi pizze a domicilio il tipo ha deciso di cambiare genere: oggi trasporta bustine di erba, pacchi di dolcetti, torte e barrette di cioccolato alla marijuana. In pronta consegna porta a porta. «Una cosa facile facile», ha raccontato Cox all’Economist, «anche più della consegna della pizza visto che la marijuana non dev’essere tenuta in caldo e non va nemmeno a male». Dopo la liberalizzazione della cannabis, imprese così si sono moltiplicate negli Stati di Washington e del Colorado, diventati le nuova Silycon Valley delle startup dello sballo.
Business redditizio, se si considera che Winterlife, la società fondata da Cox, è una struttura specializzata con un sito web dove i clienti possono comodamente consultare prodotti e prezzi, scegliere tra decine di diverse combinazioni e qualità di cannabis in vendita. Cinquanta dipendenti e un fatturato mensile di 1 milioni di dollari, spingono sempre più giovani a seguirne l’esempio. Fattorini che portano droga a domicilio sono attivi anche in Colorado, ma pure a New York, anche se con qualche libertà in meno. Una confezione da 2,5 grammi costa 50 dollari. In una giornata, ne consegnano fino a 70 dosi. Dopo Washington e Colorado altri Stati come Oregon, Alaska, Florida e Washington D.C si apprestano a liberalizzare la cannabis, facendo così schizzare il business al valore record previsto di 6 miliardi dollari entro il 2018. In Colorado, negli ultimi mesi, sono stati autorizzati 200 provider al dettaglio, mentre il settore nel suo complesso garantisce lavoro a oltre 11 mila addetti.
In Borsa, invece, sono al momento 80 le società quotate che gravitano interamente intorno al settore. Come il fondo Privateer Holdings guidato da Peter Thiel, il miliardario co-fondatore di PayPal ha investito milioni di dollari nel mercato della cannabis e possiede il database sulla marijuana Leafly e il brand di cannabis Marley Natural: un nome che è garanzia di qualità. E poi c’è l’indotto: decine di società che vendono speciali sistemi d’irrigazione, illuminazione, fertilizzazione; aziende di software che sviluppano applicazioni per facilitare la gestione; studi legali, agenzie di viaggio, società portavalori che assicurano il trasporto e la custodia di grosse somme in contanti. Essendo la cannabis una droga, le leggi federali vietano a chi la commercia di spostare capitali utilizzando carte di credito o conti bancari. Le operazioni di trasporto del denaro obbligano così questi commercianti a girare con valigette piene di dollari, a comprare mezzi blindati e assumere guardie armate. 
Quello delle banche è un problema perché, come ha scritto la rivista Time, senza i loro servizi «molte delle ragioni più appetitose della legalizzazione della droga evaporeranno. I fornitori di droga hanno accettato tasse alte e gravosi regolamenti in cambio però di una legittimazione politica». Per tale motivo, molti di loro impegano parte dei guadagni per fare lobby sui politici. In una sua recente inchiesta, il settimanale Tempi riportava le dichiarazioni di Patrick McManamon, capo di Cannasure Insurance Services, società del Colorado che vende assicurazioni ai coltivatori di marijuana: «Stiamo sviluppando un’industria dal niente, ma se non diamo un contributo politicamente e non raggiungiamo i candidati con cospicue donazioni non riusciremo a influenzare i futuri avvenimenti».
E Tripp Keber, capo della Dixie Elixirs & Edibles, che realizza tisane e cibi a base di marijuana, rivela che «quello che stiamo facendo è prendere quei profitti e investirli politicamente. Non passa neanche una settimana senza che facciamo donazioni politiche». Nell’Oregon la campagna per il sì ha ricevuto 2,3 milioni di dollari, 6 milioni quella in Florida e 850 mila dollari quella in Alaska. Solo la delegazione del Colorado al Congresso ha già ricevuto 20mila dollari quest’anno. Chi spende di più, però, è il Marijuana Policy Project, che quest’anno donerà 150 mila dollari ai candidati federali disposti ad allentare le norme sul consumo di marijuana. Soldi, regolarmente dichiarati e denunciati. 
Dunque, poco importa che l'ultimo rapporto della Nazioni Unite sulle droghe abbia evidenziato che la legalizzazione aumenta la tossicodipendenza e non il contrario. O che il numero di bambini ricoverati in ospedale con le allucinazioni dopo essere entrati in  contatto con la cannabis casualmente, mangiando dolci e biscottini alla marijuana, stia aumentando troppo rapidamente. Pure la criminalità non è diminuita, smentendo quelli che affermavano il contrario. Gli spacciatori non autorizzati sono aumentati: sono meno controllabili e praticano prezzi al ribasso rispetto agli shop che vendono la droga al pubblico e deve quindi pagare le tasse. Insomma, questo è il futuro della legalizzazione della cannabis, in attesa che anche cocaina, anfetamine, crak e altre droghe pesanti  entrino pure loro nel big business del libero mercato.
É solo questione di tempo perché, anche a casa nostra, i liberalizzatori non fanno differenze e discriminazioni: oggi la marijuana, domani il resto. Saviano, Veronesi, i radicali e la sinistra (magari con l’aiutino della Lega di Matteo Salvini) stanno già cercando il loro Evan Cox a fare da testimonial alle piantagioni sull’Aspromonte.  Imprenditoria giovanile, la chiameranno, quella che il Job Act non ha previsto. Almeno per ora

la vita degli altri.


Guardarsi dall'indagare curiosamente
la vita degli altri.
Primo venerdì del 5 mese

Figlio non essere curioso; non prenderti inutili affanni . Che t'importa di questo e di quello? Tu segui me. Che t'importa che quella persona sia di tal fatta, o diversa, o quell'altra agisca e dica così e così? Tu non dovrai rispondere per gli altri; al contrario renderai conto per te stesso. Di che cosa dunque ti vai impicciando? Ecco, io conosco tutti, vedo tutto ciò che accade sotto il sole e so la condizione di ognuno: che cosa uno pensi , che cosa voglia ,a che cosa miri la sua intenzione. Tutto deve essere dunque, mese nelle mie mani . E tu mantieniti in pace sicura, lasciando che gli altri si agitino quanto credono, e mettano agitazione attorno a loro:ciò che questi hanno fatto e ciò che hanno detto ricadrà su di loro. Non devi far conto della vanità di un grande nome , ne delle molte amicizie , ne del particolare affetto di varie persone: tutte cose che sviano e danno un profondo offuscamento di spirito, invece io sarò lieto di dirti la mia parola e di svelarti il mio segreto , se tu sarai attento ad avvertire la mia venuta , con piena aperture di cuore. Stai dunque in guardia, veglia in preghiera e umiliati in ogni cosa . 

non temere

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Amore, non temere 
se un brutto sogno ti fa piangere 
durante la notte. 
Anche se nascoste, 
le stelle scintillano sempre di luce 
durante la notte. 
La gioia rinascerà domattina 
e la vita tornerà 
a colmarsi di speranza

D. Bonhoeffer

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Il rischio implicito in ogni grande amore 

è quello di smarrire la polifonia dell'esistenza. 

Voglio dire che Dio e la sua eternità 

pretendono di essere amati dal profondo del cuore, 

senza però che l'amore terrestre ne venga 

danneggiato o indebolito; 

qualcosa come un cantus firmus, 

attorno al quale le altre voci della vita cantino 

in contrappunto [...] 

Dove il cantus firmus è chiaro e distinto, 

il contrappunto può dispiegarsi 

col massimo vigore [...] 

Solo se si fa risuonare con 

tutta chiarezza il cantus firmus, 

il suono è pieno e perfetto e il contrappunto 

sa dove andare. 

Non può scivolare né staccarsi 

e resta se stesso nel tutto. 

Quando si realizza questa polifonia, 

la vita è completa, e finché il cantus firmus è 

mantenuto, nulla di funesto può verificarsi. 

("Lettera a Renata ed Eberhard Bethge",

 in "Resistenza e resa", San Paolo, pag. 374).

falso



Anche se gli dai sapore 

di religione, 

il vizio non diventa virtù

e ciò che è falso 


resta sempre falso.

Jesus I Love You (In Lethbridge with Strings) - Joe Zambon

dio




Dio ti dà 
il tuo volto. 

Sorridere 
tocca a te.

thank

L’abbandono.

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All’improvviso ha fatto irruzione un sacco di gente. Un medico si è chinato su di me mentre recitavo l’ultima frase di un’Ave Maria: “…adesso e nell’ora della nostra morte. Amen”.
E mi ha detto: “Non si preoccupi di niente, pensiamo noi a lei”.
Guy, riusciva a continuare a pregare mentre si dissanguava?

Guy: Ero convinto che sarei morto ma pregavo. Contemplavo la mia vita ed ero tranquillo. Non sono mai stato tanto sereno. Completamente in pace. Dentro di me non c’era alcun rimorso, solo amore. È stato un momento di grande felicità.
Susciterà l’invidia di molti. Ha un “metodo” per morire bene?
Guy: L’abbandono. L’abbandono totale. Seguendo l’esempio del fratello Charles de Foucauld e della Vergine Maria. Ho pregato la Madonna come mai prima. Sapevo di essere in buone mani. Con Lei, ero pronto a dire “Amen”.
Janine: Nel frattempo i due jihadisti continuavano a discutere. Uno di loro ha chiesto a suor Hélène: “Conosce il Corano?” “Sì, l’ho letto”, ha risposto. “Mi colpiscono le parti che parlano della pace”.
Kermiche a reagito dicendo: “Della pace? Quando sarete in televisione, dite alle autorità: fin quando ci saranno bombardamenti in Siria ci saranno attentati in Francia. Tutti i giorni”.
Credo che fosse più che altro un pretesto. Tutto quello a cui pensavano era la propaganda che avrebbero ottenuto su Internet.
Suor Danielle: Sono giovani senza alcun bagalio culturale né religioso. In una testa vuota si può infilare qualsiasi cosa…
Janine, è stato allora che ha chiesto a Kermiche il permesso di sedersi?
Janine: Non ce la facevo più. Mi ha risposto senza esitare e con educazione: “Sì, si sieda, signora”. In quel momento suor Hélène, anche lei sfinita, ha chiesto il suo bastone da dove si trovava. Kermiche si è mosso, ha preso il bastone e gliel’ha avvicinato.
Cos’è successo?
Janine: Ha suonato la campana delle 10.30. Guy sembrava morto già da 45 minuti… Ci hanno spinte fuori. Le sirene suonavano. Abbiamo varcato la porta. La Polizia ci ha prese.
Gli assassini hanno iniziato a gridare “Allahu akbar”. I poliziotti hanno sparato. I due giovani sono morti sul colpo. Una poliziotta mi ha nascosta dietro una macchina. Stava piangendo. È strano: lei piangeva e io dalla morte di mio padre non sono riuscita più a piangere.
Suor Danielle: È stato un suicidio. Volevano morire. Ho voglia di chiedere al Cielo: “Perché tuto questo?” Per cercare di comprendere

è possibile essere santi

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La santità diventa possibile 

quando capiamo che da soli 

non possiamo nulla, 

perché abbiamo bisogno 

che Gesù ci accompagni. 

Ma se permettiamo a Gesù 

di accompagnarci, 

non dobbiamo fare altro 

che camminare! 

E le persone attorno a noi vedranno 

dove stiamo andando e si uniranno a noi; 

forse non nella nostra stessa direzione,

 ma almeno inizieranno a camminare, 

proprio come successo a Tommaso

Non siamo noi

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Non siamo noi

che facciamo esperienza 

di Dio

...ma è Dio che fa

esperienza di noi


Papa Francesco in Georgia - Incontro con sacerdoti e religiosi nella chi...