lunedì 18 aprile 2016

«L'uomo supera infinitamente l'uomo».

«L'uomo supera infinitamente l'uomo».
Pascal
Abbiamo un bel dire che egli può essere plagiato, declassato a consumatore, imbottito di luoghi comuni, avviato nel branco; egli conserva sempre in sé una stimmata del divino.
È quell'«immagine di Dio»
...che lo porta ad amare senza calcolo,
a donarsi per un ideale,
a interrogarsi sul senso della vita,
a penetrare il grembo oscuro del male,
a sentire il rimorso e il fremito del bene.
È su questa base costante che ha un senso sperare nel futuro dell'umanità e impegnarsi per essa.
È in questa linea che devono collocarsi le religioni per far balenare alla creatura umana la possibilità di una trascendenza,
la fiducia in un oltre, la capacità di credere e amare.
L'uomo non è una mera macchina biologica,
è un mikròs kósmos, un «piccolo mondo»,
come diceva uno dei Sette Sapienti,
Democrito di Abdera (V-IV sec a.C).

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

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