lunedì 25 aprile 2016

Silvana De Mari ...la bellezza

Se penso a qualcosa che mi ha dato dolore nel passato, soffro inutilmente di nuovo. 
Se cerco la bellezza attorno a me e nella bellezza vedo un segno della mia natura divina, ho il passaporto per la felicità.
L’apprezzamento, il vedere la bellezza attorno a sé, mi renderà felice, la critica alla vita e al mondo è la strada per l’infelicità.
La bellezza ci salverà, dice Dostoevskij. La verità è bellezza, è l’ultimo verso dell’Ode a un’ urna greca di Keats. Nella capacità umana di vedere la bellezza c’è la verità: il fatto che dentro di noi c’è una scintilla divina. Una volta che prendiamo coscienza di questa scintilla, arriva la potenzialità di guarire, quella di vivere nell’equilibrio, quella di creare la situazione che in inglese indicano con la parola flow, flusso: una somma di gratificazione e passione, quando viviamo talmente intensamente che non ci accorgiamo del tempo che passa. L’amore che muove il sole e le altre stelle muove anche la psiche umana, portandola alla guarigione.
La strada dell’equilibrio passa dalla bellezza, dalla capacità di vederla, di trovarla, questo si chiama “apprezzamento”, e di esserne grati. Si chiama smelling la consapevolezza di godere della bellezza, ricuperando i sensi, in particolare l’olfatto. L’olfatto può salvarci la vita, facendoci spesso evitare il putrido e il velenoso, ha una potenza emozionale enorme e non contrastabile. È al mattino, mentre sola nella mia cucina sento il profumo del caffè, che penso a tutte le cose di cui sono grata, e ripeto l’operazione tutte le volte che nella giornata prendo un altro caffè. Ne prendo un numero spropositato, per cui di tanto in tanto finisco in tachicardia, ma in compenso: fiumi di gratitudine. L’odore di ospedale è odore di ospedale, l’odore di casa mia è l’odore di casa mia. Metto il naso nel cuscino di mio marito o nei suoi maglioni per sentirne l’odore e l’operazione è più potente di guardare una foto. Dato che madre natura ci aveva poggiato sopra la sopravvivenza il cervello che sente gli odori, il rinoencefalo, è arcaico e potente e plastico, conserva la capacità di generare neuroni anche in età adulta, quindi l’esercizio di camminare in mezzo al bello sentendo gli odori è particolarmente raccomandato dai neuroscienziati, che alla fine, dicono cose piuttosto logiche. 


Silvana De Mari


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