giovedì 12 marzo 2015

I demoni tremano di fronte alla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia

I demoni tremano di fronte alla presenza 

reale di Cristo nell'Eucaristia

Una riflessione sul furto dell'Eucaristia da parte dei satanisti






Adoration at the first Eucharistic Congress _© A&A Photography / Flickr
Un paio di anni fa ho scritto di un'esperienza insolita che ho vissuto durante una Messa in cui una persona che era tormentata da demoni li ha visti manifestarsi durante la consacrazione, con il risultato che la persona è corsa fuori dalla chiesa.

Ho pensato a quell'incidente in relazione a quanto accaduto di recente in Oklahoma, dove gli adepti di un culto satanico hanno rubato l'Eucaristia da una parrocchia cattolica e hanno annunciato di volerla deconsacrare in una “messa” satanica a settembre. L'arcivescovo Paul Coakley ha presentato un ricorso, chiedendo a un giudice di fermare la profanazione esigendo dal gruppo la restituzione di quanto sottratto. Nella causa che ha presentato, ha indicato che l'Ostia verrebbe deconsacrata nei modi più vili possibili come offerta di sacrificio a Satana.

Un portavoce del gruppo satanico, Adam Daniels, ha affermato che “tutta la base della 'messa' [satanica] è che prendiamo l'ostia consacrata e le diamo una 'benedizione' o un'offerta a Satana. La censuriamo [penso che intenda usando incenso], facendo tutte quelle cose che vengono [sic] normalmente fatte per benedire un sacrificio, con l'ostia che è ovviamente corpo di Cristo. Poi la prendiamo e la riconsacriamo, o lo fa il Demonio…” [Il commento tra parentesi e i segni all'interno della citazione sono miei].

Alla luce della causa minacciata, il gruppo ha restituito l'ostia consacrata alla Chiesa. Grazie a Dio. Ma avete fatto caso all'affermazione del portavoce del gruppo satanico relativa all'ostia, “che è ovviamente corpo di Cristo”?

Anche se questo incidente è stato ovviamente grave e triste (e non è stato il primo caso), questi satanisti considerano ovviamente l'Eucaristia cattolica il Corpo di Cristo. A meno che non ci abbia fatto caso, non ci sono stati tentativi da parte dei satanisti di rubare e usare un'ostia metodista, o una episcopale, o una battista, o ancora una luterana, ecc. Quello che cercano è un'ostia cattolica. Ecco allora un'affermazione della Scrittura, che dice “Anche i demòni lo credono e tremano!” (Giacomo 2,19).

Altrove, la Scrittura parla di un demone che affliggeva un uomo tra le tombe, e “visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi” (Marco 5,6). Nel Vangelo di Luca si legge: “Da molti uscivano demòni gridando: 'Tu sei il Figlio di Dio!'. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo” (Luca 4,41-42).

Come possono attestare molte persone che hanno assistito ad esorcismi, l'acqua benedetta, le reliquie, la croce dell'esorcista, il tocco della stola di un sacerdote e così via hanno un enorme potere di affliggere i demoni e spingerli ad andare via, e tuttavia molti cattolici e altri non tengono conto di questi elementi sacramentali (così come dei sacramenti), usandoli con noncuranza, raramente o per niente. Molti, anche fedeli cattolici, pensano che abbiano uno scarso significato. Ma per i demoni non è così. È vergognoso che i demoni a volte manifestino più fede (per paura) in queste cose dei credenti, che dovrebbero riverirle per fede amorevole. Perfino questo satanista dell'Oklahoma riconosce che Gesù è realmente presente nell'Eucaristia e cerca un'ostia per quel motivo, anche se ovviamente per scopi nefasti e perversi.

E questo porta a una storia che ho pubblicato molto tempo fa. Eccone un estratto:

È successo quasi quindici anni fa. Ero all'Old St. Mary’s qui nel Distretto di Columbia e celebravo la Messa in latino (forma straordinaria). Era una Messa solenne. Non penso che la ritenessi diversa dalla maggior parte delle domeniche, ma stava per accadere qualcosa di sorprendente.

Come sapete, l'antica Messa in latino viene celebrata “ad orientem” (verso l'est liturgico). Il sacerdote e il popolo guardano tutti in un'unica direzione. Ciò che significa a livello pratico per il celebrante è che la gente è dietro di lui. Era il momento della consacrazione. In quel momento, il sacerdote deve abbassarsi con gli avambracci sull'altare e l'ostia tra le dita.

Le parole venerabili della Consacrazione vennero pronunciate con voce bassa ma nitida,
Hoc est enim Corpus meum (Questo è il mio Corpo). Le campane suonarono mentre mi genuflettevo.

Dietro di me, però, c'era trambusto. Un suono come di fruscio o di agitazione veniva dai primi banchi dietro di me alla mia destra. E poi un gemito o un brontolio. “Cos'era?”, mi chiesi. Non sembrava un suono umano, era più come il brontolio di un animale come un cinghiale o un orso, insieme a un gemito lamentoso anch'esso apparentemente non umano. Elevai l'ostia e mi chiesi nuovamente: “Cos'era?”. Poi il silenzio. Come celebrante della Messa in latino, non potevo girarmi per guardare. Ma continuavo a pensare “Cos'era?”.

Era il momento della consacrazione del calice. Mi inginocchiai di nuovo, dicendo chiaramente e distintamente, ma a voce bassa, Hic est enim calix sanguinis mei, novi et æterni testamenti; mysterium fidei; qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem pecatorum. Haec quotiescumque feceritis in mei memoriam facietis (Questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me).

Poi sentii un altro suono, questa volta un gemito innegabile e poi un grido: “Lasciami stare, Gesù! Perché mi torturi?”. All'improvviso ci fu un rumore e qualcuno corse via con il suono lamentoso dell'essere stato ferito. Le porte di dietro si spalancarono e si richiusero. Poi il silenzio.

Comprensione – Non potevo girarmi per guardare perché stavo sollevando il Calice al di sopra della mia testa, ma capii in un attimo che qualche povera anima tormentata dal demonio aveva incontrato Cristo nell'Eucaristia e non riusciva a sopportare la sua Presenza Reale mostrata perché tutti la potessero vedere. E mi vennero in mente le parole della Scrittura: “Anche i demòni lo credono e tremano!” (Giacomo 2,19).

Pentimento – Ma come Giacomo ha usato quelle parole per rimproverare la fede debole del suo gregge, anch'io dovevo pentirmi. Perché un uomo tormentato dal demonio era più consapevole della Presenza Reale e più stupito da essa di quanto fossi io? Era stato spinto in senso negativo ed era scappato. Perché io non ero più spinto in un senso positivo ma paragonabile? Cosa era accaduto agli altri fedeli? Non dubito che tutti noi crediamo a livello intellettuale nella Presenza Reale, ma c'è qualcosa di molto diverso e ben più meraviglioso nell'essere scossi fin nel profondo della nostra anima! È così facile per noi “dormire” alla presenza del Divino, dimenticare la Presenza miracolosa e straordinaria che è in noi.

Quel giorno, quasi quindici anni fa, mi è risultato piuttosto chiaro che avevo tra le mani il Signore della Gloria, il Re del Cielo e della terra, il giusto Giudice e il Sovrano dei re della terra. Il Signore è realmente presente nell'Eucaristia? Dovreste crederci, ci credono anche i demoni!


----
Monsignor Charles Pope è parroco di Holy Comforter-St. Cyprian, una vivace comunità parrocchiale di Washington, D.C. (Stati Uniti). È nato a Chicago e ha un baccalaureato in Scienze Informatiche. Il suo interesse per il sacerdozio è sbocciato quando era organista di chiesa, cantore e direttore del coro durante il college. Ha frequentato il Mount Saint Mary’s Seminary e ha conseguito dei master in Divinità e in Teologia Morale. È stato ordinato nel 1989 e nominato monsignore nel 2005. Ha guidato uno Studio Biblico settimanale al Congresso e alla Casa Bianca, rispettivamente per due e quattro anni. 



[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]
sources: ALETEIA

TI ADORO O CROCE SANTA



Vi ricordo che domani è venerdi
(Recitata 33 volte il Venerdì Santo, 
libera 33 Anime del Purgatorio, 
Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. 
venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).


PREGHIERA:
Ti adoro, o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa,
per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.

mercoledì 11 marzo 2015

VISKA - APPARIZIONE 10-3-2015




Questa sera la Madonna e' arrivata particolarmente gioiosa. 
Ha salutato "sia lodato Gesù". 

Ha appoggiato le mani su ognuno di noi qui presenti 
e ha pregato su ognuno. 

Ha chiesto di pregare il santo Rosario, 
misteri gloriosi, 
ogni giorno durante questa quaresima 
in ginocchio nella famiglia. 

Vicka ha raccomandato tutti in modo particolare 
gli ammalati perché possano portare la propria Croce. 

La Madonna se ne è andata con il saluto: 
"andate con la pace di Dio"!

Apparizione a Vicka del 10.3.2015 a San Giovanni Rotondo: 

Prigioniero d'amore

medjgorie...cosa si trova là??

A PIACENZA VENERDI 13 ORE 21,00 - 01,00


Chiese aperte per le confessioni.
A Piacenza l’appuntamento è il 13 marzo
nella basilica di San Giovanni in Canale in viale Beverora.
Venerdì 13 marzo si terrà per il secondo anno consecutivo
anche nella nostra diocesi la
“Notte di riconciliazione” all’interno dell’iniziativa
“24 ore per il Signore”
 lanciata dal Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione
e da Papa Francesco.
A Piacenza l’appuntamento è in programma
nella basilica di San Giovanni in Canale in viale Beverora.
Alle ore 21 il Vescovo presiederà una celebrazione penitenziale
con disponibilità di sacerdoti per le confessioni fino all’una di notte circa;
questo tempo sarà riempito dalla preghiera personale e guidata.
“Le parrocchie della città - scrive in un comunicato il vicario generale
mons. Giuseppe Illica -
con i loro sacerdoti sono invitate a partecipare a questa iniziativa.
Negli altri vicariati della diocesi chiediamo di individuare
una forma opportuna per valorizzare in questa giornata
il sacramento della penitenza dedicandovi un tempo e uno spazio”.
 I sacerdoti disponibili per le confessioni in San Giovanni in Canale
possono comunicarlo alla segreteria dell’Ufficio pastorale
ufficiopastorale@curia.pc.it - telefono 0523.308315).
Leggi articolo alla pagina 10 dell’edizione di venerdì 6 marzo 2015

DJI Phantom 2 Epic (Domtoren Utrecht)

LA PAURA NON CI FA CRISTIANI




La paura non ci fa cristiani
di Suor Emmanuel
Alla fine di Settembre, prima di lasciare
Medjugorje per una missione, sono andata da
MIRJANA per chiederle qual era la cosa più
importante da trasmettere agli Americani
nelle mie conferenze. Senza neppure starci a
pensare, questa è la risposta che mi ha dato:
“Dai loro la speranza! Mostra loro l’amore!”.
Ricordando alcuni dei pesi e dei problemi
della gente in Occidente, ha attirato la
mia attenzione sull’epidemia di paura che
infetta tanti cuori oggi. Sappiamo bene che
Mirjana, come gli altri cinque veggenti, non
edulcora le parole esigenti della Madonna.
Tuttavia, quella mattina, Mirjana mi sorprese
quando disse: “Coloro che hanno paura
non sono credenti”. A prima vista queste
parole possono sembrare dure, ma riflettendoci,
ci offrono delle buone ragioni per rallegrarci
e per sperare. È semplice: più ci
attacchiamo a Gesù, meno dobbiamo avere
paura. Più ci avviciniamo a Dio, più la
paura si allontana. Dovremmo veramente
metterci in testa che la paura e l’amore sono
incompatibili. Là dove c’è l’amore, la paura
è assente, e poiché Dio è puro amore, l’amore
scaccia la paura.
Mirjana mi ha ricordato quel bellissimo
messaggio ricevuto negli anni ‘80: “Coloro
che prendono Dio Padre come padre nelle
loro famiglie, che prendono me (Maria)
come madre e la Chiesa come loro casa, non
hanno da temere il futuro e neppure i segreti”.
Possano queste parole essere scolpite in
ogni famiglia! Mi piace molto come s. Paolo
riassume questo: “Se Dio è con noi, chi sarà
contro di noi?” (Rom 8,31).
In effetti, la sola paura che dovremmo
lasciare entrare in noi è la paura di essere
separati da Dio (per il peccato grave e il
rifiuto della misericordia). Essere separati da
Dio è il vero disastro. La Vergine lo sottolinea
così: “Vi prego, non permettete che io
versi lacrime di sangue a causa delle anime
che si perdono per il peccato.” (22 Marzo
1984)
Dopo aver parlato della paura, Mirjana
ha continuato dicendo con convinzione:
“Sai, non c’è nulla che non possiamo ottenere
con la preghiera ed il digiuno. Qualche
volta la gente mi chiede: Mirjana, che cosa
debbo fare in questa situazione oltre che pregare?
Chiedono questo, perché non hanno
ancora capito la grande potenza della preghiera!
Perché dovremmo cercare un altro
mezzo, quando abbiamo già il migliore e più
potente? Il nostro sforzo dovrebbe consistere
nel pregare meglio, pregare di più, avendo
una maggior fiducia in Dio che ci guida
come un padre guida i suoi figli! Questa
fiducia non lascia spazio alla paura. È la
fiducia che rende la nostra preghiera tanto
potente.”
suor Emmanuel

martedì 10 marzo 2015

LA MADDALENA - DON CRISTIANO MAURI



vado un po meno a messa
...si devo crescere un po nella mia fede
...si mi sono perso un po via
...non credo piu' come prima

ed andando a fondo di quella cosa qui
la gente lo traduce sempre così

ho smesso di andare a messa
non credo piu' in quelle cose
...mai uno che dica
ho perso la fede
perchè ho disimparato ad amare
...e invece è cosi!!!

uno la perde quando perde di vista l'amore
se non dici piu a gesù ti amo

se non ci parli con gesu' ogni giorno
..vuole dire che parli ad altro

soffermati sul tuo modo di amare
davanti all'eucarestia
davanti ad una sua immagine
davanti al cielo

chiediti quale è il tuo rapporto con lui

33° minuto
don cristiano mauri

https://soundcloud.com/dcm1972/la-maddalena-quando-la-fede-e-una-storia-damore-mp3

Mons. Comastri - erano le 10 di sera



ERANO LE 10 DI SERA
quando una cosa è vera
...uno si ricorda anche l'ora

“Io esisto per gridare” di Mons. Angelo Comastri
Nel mese di giugno dell’anno 2001 ho
avuto un incontro indimenticabile. Erano le
dieci di sera: avevamo appena terminato la
preghiera serale e la piazza del Santuario di
Loreto si animava di voci, di saluti, di sorrisi
e di “buona notte”. Mi accosto a una culletta,
ma non vedo un bambino bensì una
donna adulta, un piccolissimo corpo (58
centimetri!) con un volto splendidamente
sorridente. Tendo la mano per salutare, ma
l’ammalata con gentilezza mi risponde:
“Padre, non posso darle la mano, perché
potrebbe fratturarmi le dita: io soffro di
osteogenesi imperfetta e le mie ossa sono
fragilissime. Voglia scusarmi”.
Non c’era nulla da scusare. Rimasi affascinato
dalla serenità e dalla dolcezza dell’ammalata
e volevo sapere qualcosa di più
della sua vita. Mi prevenne e mi disse:
“Padre, sotto il cuscino della mia culla c’è
un piccolo diario. È la mia storia! Se ha
tempo, può leggerla”.
Presi i fogli e lessi il titolo: Felice di
vivere! I miei occhi tornarono a guardare
quel mistero di gioia crocifissa e domandai:
“Perché sei felice di vivere? Puoi anticiparmi qualcosa di quello che hai scritto?”.
Ecco la risposta che consegno a tanti educatori
e a tutti coloro che amano veramente e
lealmente i giovani: “Padre, lei vede le mie
condizioni… ma la cosa più triste è la mia
storia! Potrei intitolarla così: abbandono!
Eppure sono felice, perché ho capito qual è
la mia vocazione.
Io, per un disegno d’amore del Signore,
esisto per gridare a coloro che hanno salute:
“Non avete il diritto di tenerla per voi, la
dovete donare a chi non ce l’ha, altrimenti la
salute marcirà nell’egoismo e non vi darà
felicità”. Io esisto per gridare a coloro che
si annoiano: “le ore in cui voi vi annoiate…
mancano a qualcuno che ha bisogno di affetto,
di cure, di premure, di compagnia; se non
regalerete quelle ore, esse marciranno e non
vi daranno la felicità”.
Io esisto per gridare a coloro che vivono
di notte e corrono da una discoteca all’altra:
“Quelle notti, sappiatelo, mancano, drammaticamente
mancano a tanti ammalati, a tanti
anziani, a tante persone sole che aspettano
una mano che asciughi una lacreima: quelle
lacrime mancano anche a voi, perché esse
sono il seme della gioia vera! Regalate le
notti che ora sciupate inutilmente, altrimenti
esse saranno la tomba della vostra felicità”.
Io guardavo l’ammalata, che parlava
dal suo pulpito autorevole, il pulpito del
dolore! Non osavo commentare, perché
tutto era stupendamente e drammaticamente
vero. L’ammalata aggiunse: “Padre, non è
bella la mia vocazione?”. Risposi abbassando
la testa: ero d’accordo!
Mons. Angelo Comastri
(tratto da: Dio è amore)

lunedì 9 marzo 2015

Anne-Sophie - ...in chiesa


La chiesa è il solo posto dove non si aspetta: 

vi si trova sempre chi si cerca.


Anne-Sophie Swetchine


TI SEGUIRO' FUORI DALL'ACQUA

dario fani

"...Circa il 78 per cento dei bambini come te si trasforma in un aborto naturale. Su cento bambini come te solo 22 decidono di nascere, gli altri 78 rinunciano. Allora ho capito che sei una rarità, una meraviglia».

«Sei nato in un cumulo di urla. Sì, urlavano tutti. Come se invece di un parto si stesse consumando un pasticcio. (…) Poi è sceso un inatteso silenzio. Mi ha spaventato più delle urla. “Era l’ultimo parto. Guarda come abbiamo finito!” ha detto alla collega un’infermiera con un disgusto degno di una macellaia. Girandosi ha fatto un commento ancora più idiota: “Dimmi te se nel 2009 dobbiamo ancora vedere queste cose qua”. Si riferiva a te». Così comincia il libro di Dario Fani, Ti seguirò fuori dall’acqua (Salani 192 pagine, 13,90 euro), così comincia la vita di Francesco, nato alla 32esima settimana, con la sindrome di Down.
Dario, sociologo, dopo i primi tre mesi di vita di Francesco trascorsi nel reparto di neonatologia del San Carlo di Roma, ha deciso di mettere su carta i suoi pensieri: «Ne sono nate una settantina di pagine», racconta a tempi.it. «che nemmeno pensavo di far leggere a Iole, la madre di Francesco». Il libro non è un racconto, ma una lettera aperta al suo “superbambino” con un cromosoma in più.
Quando gli misero in braccio il figlio, l’infermiera dalla lingua tagliente gli chiese perché non avessero fatto l’amniocentesi. Fani non si fa problemi a spiegare il perché: «La vita è fatta di incontri. Io e Iole a un certo punto abbiamo incontrato un’ostetrica straordinaria di nome Marina, semplice, che ci ha convinto a fare solo le tre ecografie di routine consigliate, e nessun altro controllo aggiuntivo. La gravidanza sarebbe andata come doveva andare, come facevano le donne una volta. Iole avrebbe anche voluto partorire in casa, per dire, poi è andata diversamente. Ma senza quell’incontro probabilmente Francesco non sarebbe nato, non mi vergogno a dirlo. E se non fosse nato, la nostra vita non sarebbe stata così speciale».
Oggi Francesco ha sei anni, è un bambino felice e vitale, grazie anche al supporto dell’Aipd (Associazione italiana persone down), e a breve comincerà la scuola elementare. L’inizio non fu tutto rose e fiori. Dario guardava Francesco chiuso dentro la sua navicella spaziale (l’incubatrice) e gli chiedeva: «Dove hai messo il mio bambino, quello che aspettavamo?». Oggi è diverso: ai timori e alle ansie è subentrata l’esperienza, la consuetudine con quel piccolo insostituibile. E oggi Dario e Iole vogliono bene a Francesco come qualsiasi mamma e papà.

UN 22 PER CENTO. Grazie al libro, Fani sta anche curando un blog, attraverso il quale racconta storie di altri bambini speciali, perché sa cosa hanno passato quei genitori, e quello che attraversano quotidianamente. Dario spiega che molti sembrano essersi accorti di suo figlio dopo l’uscita del libro: «Prima erano sempre imbarazzati, non mi hanno mai chiesto come stesse. Per paura di ferirmi, probabilmente. Adesso è diverso, è come se Francesco fosse nato due volte». Nel periodo di limbo trascorso in neonatologia, Fani ha studiato molto per comprendere meglio come poter aiutare suo figlio: «Ho letto un dato che mi ha fatto pensare. Circa il 78 per cento dei bambini come te si trasforma in un aborto naturale. Su cento bambini come te solo 22 decidono di nascere, gli altri 78 rinunciano. Allora ho capito che sei una rarità, una meraviglia». Attraverso il figlio, Dario sta imparando a conoscere di più anche se stesso: «Prima che nascesse Francesco, per esempio, non mi ero mai posto domande sulla fede, semplicemente non ero interessato. Francesco mi ha preso per mano e mi ha condotto alla scoperta di tante cose, anche di questo, mi ha regalato una sospensione di giudizio, una curiosità sulle cose che prima non avevo. È come se mi avesse mostrato la parte invisibile del mondo».


9788867159222_ti_seguiro_fuori_dallacqua



Leggi di Più: Ti seguirò fuori dall'acqua. Parla l'autore | Tempi.it 
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook



FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA - LA DOMENICA DOPO PASQUA

Ci avviciniamo alla festa della divina misericordia...cioè la prima domenica dopo pasqua ...ecco qui un anticipazione...la devozione alla divina misericordia è una via privilegiata per questi bellissimi tempi ...come Gesù stesso dice a s. Faustina...cito a memoria ..."ecco vi dono l'ultima tavola di salvezza" ...

CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
Gesù conosce benississimo i tuoi problemi, le tue paure, i tuoi bisogni, la tua malattia e ti vuole aiutare. Ma come fa se tu non lo invochi, non lo preghi ?
Gesù ti aspetta a braccia aperte in qualunque momento. Prendi ora la corona del rosario e pregalo di esaudire le tue necessità, vedrai continui e silenziosi miracoli nella tua vita. Affidati a Lui con la coroncina alla Divina Misericordia , non temere.
Attraverso questa preghiera noi offriamo al Padre Eterno tutta la Persona di Gesù, cioè la Sua divinità e tutta la Sua umanità che comprende corpo, sangue e anima. Offrendo al Padre Eterno il Figlio amatissimo, ci richiamiamo all'amore del Padre per il Figlio che soffre per noi. La preghiera della Coroncina si può recitare in comune o individualmente. Le parole pronunciate da Gesù a Suor Faustina, dimostrano che il bene della comunità e di tutta l’umanità si trova al primo posto: "Con la recita della Coroncina avvicini a Me il genere umano" (Quaderni…, II, 281) Alla recita della Coroncina Gesù ha legato la promessa generale: "Per la recita di questa Coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno" (Quaderni…, V, 124 ) Nello scopo per il quale viene recitata la Coroncina Gesù ha posto la condizione dell'efficacia di questa preghiera: "Con la Coroncina otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia Misericordia" (Quaderni…, VI, 93). In altre parole, il bene che chiediamo deve essere assolutamente conforme alla volontà di Dio. Gesù ha promesso chiaramente di concedere grazie eccezionalmente grandi a quelli che reciteranno la Coroncina.
PROMESSA GENERALE :
Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio' che Mi chiederanno.
PROMESSE PARTICOLARI :
1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell'ora della morte - cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia - anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola....(Quaderni…, II, 122)
2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 - 205)
3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell'ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell'ultima lotta (Quaderni…, V, 124).
Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .
Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà.
L’ ORA DELLA MISERICORDIA
Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato "un’ora di grande misericordia per il mondo intero" (Q. IV pag. 440). "In quell’ora – ha detto successivamente – fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia" (Q V, pag. 517).
Gesù ha insegnato a suor Faustina come celebrare l’ora della Misericordia e ha raccomandato di:
•invocare la misericordia di Dio per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori;
•meditare la Sua passione, soprattutto l’abbandono nel momento dell’agonia e, in quel caso ha promesso la grazia della comprensione del suo valore.
•Consigliava in modo particolare: "in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi" (Q V, pag. 517).
Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’ora siano esaudite:
•la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;
•deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.
"In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione" (Q IV, pag. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la Volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del Culto della Divina Misericordia
Gesù a Santa Maria Faustina Kowalska
SI RECITA CON LA CORONA DEL ROSARIO.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Padre Nostro, Ave Maria, Credo.
Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Sui grani dell'Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
si termina con l'invocazione
O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
PREGHIERA PER OTTENERE LA CONVERSIONE DI UN PECCATORE.
Invocare l' intercessione di Suor Faustina Kowalska e recitare cin fede :
O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!
Gesù:
Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.
Non temere Gesù tocchera' il cuore della persona a Lui lontana e gli dara' la grazia della conversione.
Per ogni preghiera puoi chiedere la conversione di un peccatore specifico e non dimenticare MAI l'intercessione di suor Faustina Kowalska .
Ogni giorno quando vedi persone che sono lontane dalla fede invoca l'intercessione di suor Faustina e recita questa preghiera. Al resto pensera' il Signore Gesu'.

Give me jesus - Elena Ravelli - "Christmas songs and soundtracks Disney"

John Sheen - chi fugge dalla chiesa

"...io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita...."


....."Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita...."
Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là.
Ricordo con emozione l'Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l'infermeria infantile e mi sono innamorato dell'oncopediatria.
Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!
Vedo quell'angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L'ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!
Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.
“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”
“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi.
“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all'epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”.
“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”
Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.
“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse.
Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos'è la nostalgia per te, tesoro?”
“La nostalgia è l'amore che rimane!”
Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l'amore che rimane!
Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo.
Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante.
Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l'aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L'amore che è rimasto è eterno.
(Dr. Rogério Brandão, oncologo)

radio maria - facebook