lunedì 9 marzo 2015

Perché la Corte suprema dell’Alabama non ha approvato le nozze gay

"È talmente bella la motivazione ...che penso "...ma dai in tutti questi anni perché non ci ho pensato io... " Sono geniali le cose semplici... Ovvero nessun giudice ha più forza di una legge federale...quindi in Alabama ...al momento nessun matrimonio... Se non quello che si è sempre fatto...anche prima che nascesse cristo."


Perché la Corte suprema dell’Alabama non ha approvato le nozze gay

Marzo 7, 2015 Benedetta Frigerio
Ecco quali sono motivazioni con cui la Corte ha ordinato di bloccare le cerimonie di matrimoni tra persone dello stesso sesso
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  • «Lungo il corso della sua storia l’Alabama ha sempre scelto la definizione tradizionale di matrimonio». E «il fatto non cambia semplicemente perché la nuova definizione di matrimonio ha acquisito popolarità in certi ambienti del Paese, anche se uno di questi ambienti è la magistratura federale». Con queste motivazioni la Corte suprema dell’Alabama ha ordinato con una «sentenza storica» di bloccare le cerimonie di matrimoni tra persone dello stesso sesso.
  • I giudici hanno anche criticato la Corte suprema federale, che nel giugno del 2013 aveva dichiarato incostituzionale perché discriminatorio il Doma (Defense of Marriage Act), la legge federale che conteneva la definizione di matrimonio come unione fra uomo e donna.
  • LOTTE TRA GIUDICI. Tutto è cominciato lo scorso 23 gennaio quando un giudice distrettuale, Callie Granade, ha annullato un emendamento costituzionale e una legge dell’Alabama, secondo la quale il matrimonio è solo tra uomo e donna. Sollecitata a intervenire dalla Corte Suprema dell’Alabama, la Corte suprema federale non ha fatto una piega, lasciando correre. Già lo scorso ottobre, i giudici federali avevano respinto i ricorsi contro le nozze omosessuali presentati da Virginia, Oklahoma, Utah, Wisconsin e Indiana. E questo lascia presagire come potrebbe finire la discussione prevista per aprile, quando la Corte suprema federale dovrà decidere se legalizzare o meno i matrimoni gay in tutti gli Stati Uniti.
  • LA RISPOSTA. Ma a differenza delle altre toghe, il giudice Roy Moore, capo della Corte suprema dell’Alabama, non si è dato per vinto. Così, martedì scorso ha promosso un provvedimento, passato con sette voti contro uno, che proibisce ai magistrati dell’Alabama di riconoscere matrimoni fra persone dello stesso sesso, ribadendo che le leggi statali sono più vincolanti del pronunciamento di un giudice distrettuale.
  • «SENTENZA STORICA». «Non c’è niente nella Costituzione degli Stati Uniti che alteri o scavalchi il dovere di un giudice di amministrare la legge dello Stato» nel quale esercita, si legge nelle motivazioni. «La sentenza della Corte Suprema dell’Alabama è storica ed è uno dei pareri più ricercati e ben ragionati sul matrimonio mai emessa da un tribunale americano», ha dichiarato Mat Staver, fondatore e presidente dell’organizzazione no profit di avvocati Liberty Counsel. «Questa decisione della Corte Suprema dell’Alabama è molto ben motivata, il che è abbastanza raro per i tribunali di oggi. La decisione non solo afferma cosa sia il matrimonio naturale, ma ripristina anche lo stato di diritto. La legittimità della magistratura viene minata se un giudice legifera o usurpa il potere riservato ai singoli Stati in materia di matrimonio naturale».


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25 febbraio - maria regina della pace

Francesco -...la ricchezza

Anche la crisi

...ci sta educando ad una sobrietà

che ci fa tanto tanto bene.

non dire quella persona...mi secca - san josemaria escriva

Si si !! ...padre silvano direbbe " 
sono curioso di vedere a questo chiodino 
quale grazia il signore attaccherà"

The Things That I See - Bay Ridge Band

essere santi - don divo barsotti


ESSERE SANTI
«Esser santi non vuol dire esser delle anime pie, 
che facilmente son contente di sé e credono che la santità 
consista nella moltiplicazione degli atti di pietà, 
delle opere buone, e nulla di più.

Esser santi vuol dire morire e risorgere, 
vuol dire disfarci ed essere come nuovamente creati 
per un atto di Dio, vuol dire essere collaboratori di Dio 
a un’opera che è più grande della creazione medesima, 
perché suppone una riforma totale 
dall’intimo di un essere che il peccato ha devastato».

La preghiera. Lavoro del cristiano, p. 117.



Anna Johnson - I Wonder As I Wander [American Traditional Song + Origina...

...quello che dio conosce di me

venerdì 6 marzo 2015

OGGI E' VENERDI'



Vi ricordo che oggi è venerdi
(Recitata 33 volte il Venerdì Santo, 
libera 33 Anime del Purgatorio, 
Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. 
venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).

PREGHIERA:
Ti adoro, o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa,
per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen.

I 21 COPTI EGIZIANI

DECAPITATI PER AVER RIFIUTATO DI ADORARE I FALSI DEI. QUELLA DEI 21 COPTI È LA STORIA DEI PRIMI MARTIRI

Decapitati per aver rifiutato di adorare i falsi dei. Quella dei 21 copti è la storia dei primi martiri
di Sandro Magister

Hanno rifiutato di adorare i falsi dei, sono rimasti forti nella fede del loro battesimo, sono stati decapitati mentre invocavano il nome di Gesù.

I ventuno cristiani egiziani uccisi in Libia dalle milizie del califfato islamico sono entrati subito nel novero dei santi. Il patriarca della Chiesa copta Tawadros II ha stabilito che la loro memoria sia iscritta nel Synaxarium, il martirologio della Chiesa copta, e che siano ricordati e venerati ogni ottavo giorno del mese di Amshir, che corrisponde al 15 febbraio del calendario gregoriano.

È il giorno nel quale fu reso pubblico dal califfato il video della loro uccisione. E coincide nel calendario liturgico copto con la festa della presentazione di Gesù al tempio.

Nel video tutti hanno potuto notare che nel momento della decapitazione alcuni di loro invocavano in arabo il nome di Gesù e sussurravano preghiere. Quello di cui più distintamente si sono percepite le parole è stato Milad Saber, figlio di contadini di un villaggio del Medio Egitto. Lui era celibe, mentre la maggior parte dei suoi compagni erano sposati, con uno o più figli piccoli. Quindici provenivano da Al-Our e sei da cinque altri villaggi della stessa zona, nei dintorni della cittadina di Samalut. Più di ottanta loro compagni sono tuttora in Libia, provenienti da questi stessi villaggi.

È una regione con forte presenza di cristiani e con un antichissima chiesa meta di pellegrinaggi, su una rupe sul Nilo, dove la tradizione narra che Maria, Giuseppe e Gesù sostarono durante la loro fuga in Egitto.

Ed è anche una regione, con capoluogo Minya, nella quale spesso i copti sono stati fatti segno, anche in tempi recenti, di ostilità e aggressioni da parte musulmana, con poca o nessuna loro difesa ad opera delle forze di sicurezza.

Ma molte cose sono cambiate, nei giorni del loro martirio. Il primo ministro egiziano, assieme ad altri sei ministri, ha visitato ad una ad una le case in cui vivono i genitori, le mogli e i figli degli uccisi e si è detto "orgoglioso che l'Egitto abbia questi martiri in paradiso". Ai cristiani ha assicurato: "Tutti voi siete un grande valore per la nazione. Siamo pronti a sacrificare noi stessi per tutti i figli dell'Egitto". Ha annunciato che farà costruire nel villaggio di Al-Our, a spese dello Stato, una chiesa in memoria dei martiri.

Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi non è stato da meno. Ha annunciato la costruzione di una chiesa in onore dei martiri proprio a Minya, il capoluogo del Medio Egitto nel quale numerose chiese copte portano ancora i segni degli ultimi attacchi compiuti da musulmani fanatici.

Ma questa è solo l'ultima delle sorprese prodotte dal generale aì Sisi, salito al potere dopo aver rovesciato il regime dei Fratelli Musulmani, questo sì molto persecutorio nei confronti dei copti.

Al Sisi non è espressione di quella "laicità" militare rappresentata dai precedenti "rais" dell'Egitto, da Nasser a Sadat a Mubarak.

Anche lui proviene dagli alti quadri militari. Ma è sempre stato ed è tuttora un musulmano fervente, proprio per questo – pare – messo a capo dell'esercito, durante l'effimera presidenza di Mohammed Morsi, proprio da quei Fratelli Musulmani che ora egli tiene sotto il tallone.

Conosce a memoria il Corano e lo cita in ogni suo discorso, prega, digiuna nei tempi stabiliti, ha una moglie che porta il velo e una figlia che veste il niqab integrale.

Ma è anche stato lo studente modello che nel 2006, negli Stati Uniti, allo US Army War College della Pennsylvania, scrisse una tesi di dottorato su democrazia e mondo islamico, ritenendoli compatibili.

"Frequentavamo la stessa moschea ed era il più informato di tutti sulla storia islamica", ha raccontato a Giulio Meotti del "Foglio" Sherifa Zuhur che fu una dei suoi docenti americani. "Al Sisi si oppone all'estremismo islamico non solo perché esso contrasta l'Occidente, ma perché ha diviso i musulmani e ha fatto un gran danno alla loro capacità di reinterpretare la fede in allineamento con i principi umanitari moderni. E anziché aiutare lo sviluppo della regione araba ha portato alla sua disgregazione".

E infatti contro al Sisi, pragmatico e pio, è già scattata la fatwa di chi lo vuole morto, dopo lo storico dirompente discorso da lui tenuto a fine dicembre alla grande università islamica di al Azhar e dopo la sua partecipazione alla messa di Natale nella cattedrale copta del Cairo, un gesto senza precedenti.

Una "rivoluzione nell'islam" ha definito questi suoi atti l'islamologo Samir Khalil Samir, egiziano, gesuita, docente all'Université Saint-Joseph di Beirut e al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica di Roma.

Ma ecco i nomi dei ventuno martiri copti uccisi in Libia dai boia del califfato:

Milad Saber Mounir Adly Saad, celibe, del villaggio di Menbal;
Sameh Salah Farouq, sposato, un bambino, del villaggio di Manqarius;
Ezzat Boshra Nassif,  sposato, con un figlio di 4 anni, del villaggio di Dafash;
Mina Shehata Awad, del villaggio di Al-Farouqeyya;
Louqa Nagati Anis Abdou, 27 anni, sposato, con un bambino di 10 mesi;
Essam Baddar Samir Ishaq, celibe, entrambi del villaggio di al-Gabaly.

Del villaggio di Al-Our:

Hany Abdal-Massih Salib, sposato; con tre figlie e un figlio;
Guergues Milad Sanyut, celibe;
Tawadraus Youssef Tawadraus, sposato, con tre figli da 7 ai 13 anni;
Kyrillos Boschra Fawzy, celibe;
Magued Soliman Shehata, sposato, due figlie e un figlio
Mina Fayez Aziz, celibe;
Samouïl Alham Wilson, sposato, con tre figli di 6, 4 e 2 anni;
Bishoï Stephanos Kamel, celibe;
Samouïl Stephanos Kamel, fratello di Bishoi, celibe;
Malak Abram Sanyut, sposato, tre bambini;
Milad Makin Zaky, sposato, una figlia;
Abanub Ayyad Ateyya Shehata, celibe;
Guergues Samir Megally Zakher, celibe;
Youssef Shukry Younan, celibe;
Malak Farag Ibrahim,  sposato, una bambina.

Naturalmente questi non sono i soli cristiani ad essere caduti vittima dell'odio che tanti musulmani nutrono nei confronti degli "apostati" dal vero islam, fatto coincidere con quello che è professato da loro.

Gli ultimi della serie sono i cristiani armeni, siriaci e sopratutto assiri di trentacinque villaggi nell'estremo nordest della Siria, lungo il fiume Khabur, invasi nei giorni scorsi dall'esercito del califfato.

Decine gli uccisi, centinaia quelli presi in ostaggio, migliaia quelli fuggiti abbandonando tutto.

L'ironia della storia è che i nonni di questi cristiani si erano rifugiati lì negli anni Trenta del secolo scorso per scampare ai massacri di cui erano vittima nel neonato Iraq.

"Abbandonati da tutti, è questo il loro sentimento", ha detto il nunzio vaticano a Damasco, l'arcivescovo Mario Zenari.

In effetti questi cristiani non hanno loro uomini in armi, non hanno né curdi, né sunniti, né sciiti che li difendano, non hanno alcun sostegno dalla coalizione internazionale anti-califfato. Sono davvero gli ultimi degli ultimi, con l'unico conforto dei cristiani di altri paesi – ad esempio tramite l'Aiuto alla Chiesa che Soffre – che offrono loro un minimo di soccorso nei luoghi dove trovano rifugio

giovedì 5 marzo 2015

MARIA VALTORTA L'EVANGELO COME MI E' STATO RIVELATO - IN PDF

Risultati immagini per EVANGELO COME MI E' STATO RIVELATO

MARIA VALTORTA 
L'EVANGELO COME MI E' STATO RIVELATO

IN PDF


http://www.potenzadellacroce.net/contenuti/materiali/Maria_Valtorta_-_LEvangelo_come_mi_e_stato_rivelato.pdf

I nemici della salvezza dell'anima

NON GIUDICARE L'ALTRO...PENSA SOLO A TE...BASTA E AVANZA



Al fratello che manca non va fatto insulto.
...NON GIUDICARE

..............................................................................

Gesù li guarda fissi uno ad uno, sorride alla vedova e specie agli orfanelli. Anzi, ordina a Giovani:
“Costoro siano messi là, nell’orto. Voglio parlare con essi.” Ma diviene severo, e con l’occhio
fiammeggiante, quando a Lui si presenta un vecchietto. Però non dice nulla per il momento.
Chiama Pietro e si fa dare la borsa ricevuta poco avanti d un’altra piena di monetine minori, oboli
diversi raccolti fra i buoni. Rovescia tutto sulla panchina che è presso al pozzo, conta e divide. Fa
sei parti. Una molto grossa, tutta di monete d’argento, e cinque minori per mole e con molto bronzo
e solo qualche grossa moneta. Chiama poi i poverelli malati e chiede: “Non avete nulla da dirmi?”
I ciechi tacciono, il rattratto dice: “Che Colui da cui Tu vieni ti protegga.” Nulla di più.
Gesù gli pone nella mano sana l’obolo.
L’uomo dice: “Te ne ricompensi Dio. Ma più di questo, ecco, Io da Te vorrei la guarigione.”
“Non l’hai chiesta.”
“Sono povero, un verme che i grandi calpestano, non osavo sperare che Tu avessi pietà del
mendico.”
“Io sono la Pietà che si curva su ogni miseria che mi chiama. Non ricuso nessuno. Non chiedo che
amore e fede per dire: ti ascolto”.
“Oh! Signore mio! Io credo e Ti amo! Salvami allora! Guarisci il tuo servo!”
Gesù pone la sua mano sul dorso curvato, la fa scorrere come per carezza e dice: “Voglio che tu sia
sanato.”
L’uomo si raddrizza, agile ed integro, con benedizioni infinite.
Gesù dà l’obolo ai ciechi e attende un attimo a congedarli.... poi li lascia andare.
Chiama i vecchi. Fa al primo l’elemosina e lo conforta e aiuta a porre nella cintura le monete.
Si interessa pietoso alle sventure del secondo, che gli racconta una malattia di una figlia. “Non ho
che lei! E ora mi muore! Che sarà di me? Oh? se Tu venissi! Lei non può, non si regge. Vorrebbe...
ma non può. Maestro, Signore, Gesù, pietà di noi!”
“Dove stai, padre?”
A Corazim. Chiedi di Isacco di Giona, detto l’Adulto. Verrai proprio? Non ti dimenticherai della
mia sventura? E me la guarirai, la figlia?”
“Puoi credere che Io la possa guarire?”
“Oh! se lo credo! Per questo te ne parlo.”
“Va’ a casa, padre. Tua figlia sarà sull’uscio a salutarti.”

“Ma è a letto e non può alzarsi da tre... Ah! ho compreso! Oh! Grazie, Rabboni! Benedetto Te e
Colui che ti ha mandato! Lode a Dio e al suo Messia.” Il vecchio và piangendo, arrancando il più
lesto che può. Ma quando è quasi fuor dell’orto dice: “Maestro, ma verrai lo stesso nella mia povera
casa? Isacco ti attende per baciarti i piedi, lavarteli col pianto e offrirti il pane dell’amore. Vieni,Gesù, dirò ai cittadini di Te.”
“Verrò. Va' in pace e sii felice.”
Viene avanti il terzo vecchietto, che pare il più cencioso. Ma Gesù non ha più che il grosso
mucchio di monete. Chiama forte: “ Donna, vieni con i tuoi piccini.”
La donna. giovine, macilenta, viene avanti a capo chino. Pare una triste chioccia fra la sua triste
chiocciata.
“Da quanto sei vedova, donna?”
“Sono tre anni alla luna di tisri.”
“Quanti anni hai?”
“Ventisette.”
“Sono tutti tuoi figli’”
“Sì, Maestro e... e non ho più nulla. Tutto finito... Come posso lavorare se nessun mi vuole, con tutti
questi piccini?”
“Dio non abbandona neppure il verme che ha creato. Non ti abbandonerà, donna. Dove stai?”
“Sul lago. A tre stadi fuor di Betsaida. Lui mi ha detto di venire.... Mio marito è morto nel lago, era
pescatore...” ‘Lui, è Andrea, che diventa rosso e vorrebbe scomparire.
“Bene hai fato, Andrea, a dire alla donna di venire da Me.”
Andrea si rinfranca e mormora: “ L’uomo era mio amico, era buono, ed è morto nella tempesta
perdendo anche la barca.”
“Tieni, donna. Questo ti aiuterà per molto tempo, e poi verrà altro sole sul tuo giorno. Sii buona e
alleva nella Legge i tuoi figli e non ti mancherà l’aiuto di Dio. Ti benedico, te e i tuoi piccoli.” e li
carezza un per uno con pietà grande.
La donna se ne va col suo tesoro stretto al cuore.
“E a me?” chiede il vecchietto ultimo rimasto?”

Gesù lo guarda e tace.
“Nulla, per me?” Non sei giusto! A lei hai dato sei volte più degli altri, e a me nulla. Ma già... era
donna!”
Gesù lo guarda a tace.
 “Guardate tutti se c’è giustizia! Vengo da lontano, perché mi hanno detto che qui si dà denaro, e
poi, ecco, vedo che c’è chi ha troppo e a me niente. Un povero vecchio che è malato! E vuole che si
creda in Lui!...”
“Vecchio, non ti vergogni di mentire così? Hai la morte alle spalle e menti e cerchi di rubare a chi
ha fame. Perché vuoi derubare ai fratelli l’obolo che Io ho preso per darlo con giustizia?”
“Ma io...”
“Taci! Avresti dovuto capire dal mio silenzio e dal mio atto che ti avevo conosciuto e seguire il mio
esempio in silenzio. Perché vuoi che ti svergogni?”
“Io sono povero.”
“No. Sei avaro e ladro. Vivi per il denaro e per l’usura.”
“Non ho mai prestato ad usura. Dio m’è testimone.”
“E non è usura questa, della più feroce, rubare a chi ha veramente bisogno? Va’. Pentiti. Perché Dio
ti perdoni.”
“Ti giuro...”
“Taci! Te lo comando! E’ detto: ‘Non giurare il falso’. Se non portassi rispetto alla tua canizie, tu
frugherei e nel seno troverei la borsa piena d’oro: il tuo vero cuore. Va’ via!”
Ma ormai il vecchietto, svergognato, vedendosi scoperto nel suo segreto, se ne va senza bisogno del
tuono che è nella voce di Gesù.
La folla lo minaccia e lo schermisce, lo insulta come ladro.
“Tacete! Se egli ha sbagliato, non vogliate voi pure sbagliare. Egli manca verso la sincerità: è un
disonesto. Voi insultandolo mancate alla carità. Al fratello che manca non va fatto insulto. Ognuno
ha il suo peccato. Nessuno è perfetto fuorché Dio. Ho dovuto svergognarlo perché non è lecito esser
ladri mai, e men che mai ladri coi poveri. Ma solo il Padre sa se di dover fare questo ho sofferto.
Voi pure abbiatene sofferenza, vedendo che un d’Israele manca alla Legge cercando di defraudare il povero e la vedova. Non siate cupidi. Il vostro tesoro sia l’anima, non il denaro. Non siate spergiuri.
Il vostro linguaggio sia schietto e onesto come le vostre azioni. La vita non è eterna e l’ora della
morte viene. Vivete in modo che nell’ora della morte la pace possa essere nel vostro spirito. La pace
di chi è vissuto da giusto. Andate alle vostre case...”
“Pietà, Signore! Questo mio figlio è muto per un demonio che lo vessa.”
“E questo mio fratello è simile ad una bestia immonda, e si avvolta nel fango e mangia escrementi.
A questo lo porta un maligno spirito e, non volendo, fa cose immonde.”
Gesù va verso il gruppo che lo implora. Alza le braccia e ordina: “Uscite da costoro. Lasciate a Dio
le creature sue.”
Fra urla e strepiti si guariscono i due infelici. Le donne che li conducevano, si prostrano
benedicendo.
“Andate alle case e siate riconoscenti a Dio. La pace a tutti. Andate.”
La folla se ne va commentando i fatti. I quattro discepoli si serrano al Maestro.
“Amici, in verità vi dico che in Israele sono tutti i peccati e i demoni vi hanno messo dimora. Né
sono uniche possessioni quelle che fanno mute le labbra e spingono a vivere da bruti, mangiando
lordure. Ma le più vere e numerose sono quelle che fanno muti i nostri cuori all’onestà e all’amore e
fanno dei cuori una sentina di vizi immondi. Oh! Padre mio!” Gesù si siede accasciato.
“Sei stanco, Maestro?”
“Non stanco, Giovanni mio. Ma desolato per lo stato dei cuori e per la poca volontà di emendarsi.
Io sono vento... ma l’uomo... l’uomo... Oh! Padre mio!”
“Maestro, io ti amo, noi tutti ti amiamo...”
“Lo so. Ma tanto pochi siete.... e il mio desiderio di salvare è tanto grande!”
Gesù ha abbracciato Giovanni e tiene il capo sul suo. E’ triste. Pietro, Andrea, Giacomo, attorno a
Lui, lo guardano con amore e tristezza.
E la visione cessa così.

l'evangelo come mi è stato rivelato
CAP 1
maria valtorta

dio ha la segreteria telefonica??

le vie del signore...sono strane...per non dire sbagliate??

l'ottimismo è di DIo - arabia

«L'ottimismo è un dono di Dio; 
il pessimismo una scoperta dell'uomo
(Arabia)»



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...per tutto il resto

...chiedi alla mamma


...come trattare gli altri

lettera a diogneto


I cristiani nel mondo - lettera a diogneto

"I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un sistema filosofico umano.
Risiedono poi in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile. Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera. Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il letto.
Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati. Sono poveri e rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto. Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati, e benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore. Quando fanno dei bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti gioiscono come se si donasse loro la vita. I Giudei muovono a loro guerra come a gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire la causa del loro odio.
Insomma, per parlar chiaro, i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. L’anima si trova in ogni membro del corpo; ed anche i cristiani sono sparpagliati nelle città del mondo. L’anima poi dimora nel corpo, ma non proviene da esso; ed anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo che si vede; anche i cristiani li vediamo abitare nel mondo, ma la loro pietà è invisibile. La carne, anche se non ha ricevuto alcuna ingiuria, si accanisce con odio e fa’ la guerra all’anima, perché questa non le permette di godere dei piaceri sensuali; allo stesso modo anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria, per il solo motivo che questi sono contrari ai piaceri.
L’anima ama la carne, che però la odia, e le membra; e così pure i cristiani amano chi li odia. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono detenuti nel mondo come in una prigione, ma sono loro a sostenere il mondo. L’anima immortale risiede in un corpo mortale; anche i cristiani sono come dei pellegrini che viaggiano tra cose corruttibili, ma attendono l’incorruttibilità celeste. L’anima, maltrattata nelle bevande e nei cibi, diventa migliore; anche i cristiani, sottoposti ai supplizi, aumentano di numero ogni giorno più. Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non e loro permesso di abbandonarlo."
Dall'Epistola a Diogneto (Cap. 5-6; Funk 1, 317-321)

martedì 3 marzo 2015

messaggio 2 marzo 2015 - commento padre silvano



Commento al Messaggio a Mirjana del 2 marzo 2015

1° decina: il messaggio a Mirjana


Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!


2° decina: 
Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore
Il momento dell’apparizione credo assomigli all’esperienza di Pietro, Giacomo e Giovanni al momento della trasfigurazione di Gesù. Durante la trasfigurazione le vesti di Gesù diventano bianche e splendenti e irradiano sugli apostoli la luce, la gioia e la sapienza che sono nel suo cuore. Attraverso lo splendore delle vesti diventa visibile agli apostoli la purezza e la generosità dell’amore presente nel cuore di Gesù per loro. “È bello per noi stare qui!” afferma Pietro è bello essere inondati da questa luce e riscaldati da questo amore. C’è una somiglianza, almeno negli effetti, tra l’esperienza della trasfigurazione di Gesù e l’apparizione di Maria, certo solo la veggente vede e ascolta la Madonna, ma tutti sono avvolti in questa nube di grazia, a tutti subito dopo, viene annunciato il messaggio di Maria. E’ soprattutto chi ha una fede forte, chi ha imparato a pregare che si rende conto di vivere un incontro di grazia, di ricevere la visita di una madre che ci ama, una madre in cielo che ogni volta che preghiamo si fa vicino a noi e viene per portarci grazia e amore. È bello per noi stare qui!


3° decina: 
io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto.
Nel mondo ci sono tanti che non sperimentano questa grazia e non si lasciano raggiungere da questo amore: ci sono coloro che a causa del dolore si sono chiusi in se stessi, chi a motivo di incomprensioni si è allontanato da Gesù, altri non lo hanno mai conosciuto e altri ancora che, portati da una cultura lontana da Dio, inconsapevolmente scelgono le tenebre. Maria in questo messaggio, una volta di più ci dice il suo desiderio che questi suoi figli si aprano alla grazia che li salva, alla luce con la quale Gesù desidera illuminarli, che si aprano al calore dell’amore con il quale desidera riscaldarli. Per questo il 2 agosto 1987 assieme a Mirjana, Maria ha iniziato questo percorso a favore di tutte queste persone che non hanno Gesù nel cuore, una missione innanzi tutto di preghiera che negli anni sta coinvolgendo sempre più pellegrini.


4° decina: 
Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre.

E’ per compiere questa missione che nel dicembre del 2011 sono nati i cenacoli degli Apostoli della Pace che ogni mese si ritrovano insieme a Maria a pregare per l’apertura del cuore di tanti. Se questi fratelli che vivono l’esperienza del dolore, parlassero delle loro sofferenze con Gesù, egli potrebbe fare per loro quello che ha fatto per il ladrone che sulla croce lo ha pregato: “Signore ricordati di me” “oggi sarai con me in Paradiso” gli ha risposto. Se delle loro incomprensioni questi fratelli parlassero con questa madre celeste, lei con la sua dolcezza e pazienza scioglierebbe i dubbi che hanno nel cuore, se invece della televisione molti prendessero in mano il rosario e se girando in auto, al posto di ascoltare tantissimi radiogiornali, recitassero delle semplici ave Maria, in tanti si ritroverebbero quasi inconsapevolmente avvolti nella luce. Questo passaggio di un cuore dalle tenebre alla luce può avvenire anche grazie alla preghiera di altri, Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre, per questo sono nati i cenacoli degli Apostoli della Pace che ogni mese si ritrovano insieme a Maria a pregare per l’apertura del cuore di tanti.


5° decina: 

Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto
Vorrei essere capace di far passare tutta la forza e la luce che queste parole di Maria possono dare al nostro cuore e ai nostri cenacoli. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore sono parole di un amore intenso e ci danno una consapevolezza che dovrebbe mettere le ali al nostro cuore. Maria non si sbaglia, anche se noi non ci vediamo così, anche se altri ci guardano in un altro modo, Maria ci guarda con gli occhi del Padre Celeste e il suo sguardo è vero. Quest’altra affermazione di Maria. “Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei… con … il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciutoé una conferma su quello che stiamo facendo con i nostri cenacoli che dovrebbe mettere le ali al nostro percorso. Infatti desideriamo continuare a crescere e vorremmo essere molti di più per contribuire ancor di più ai progetti di questa mamma. Ma non si può andare più forte della grazia, non ci resta che perseverare e vigilare per cogliere le occasioni di crescita che la Provvidenza ci offre.


Il Signore vi benedica
fr Silvano
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lunedì 2 marzo 2015

APPARIZIONE A MIRJANA SU MARY TV

su mary tv stamattina 
alle 8,00 c'e stata apparizione 
in diretta da medjgorie

qui puoi rivedere il filmato
il titolo del filmato 
e' apparizione a mirjana 
il terzo dall'alto

domenica 1 marzo 2015

¿Qué pasa el 14M? - Cada Vida Importa

Donna invisibile

francesco...buona domenica



e pregate per me!!!

Veni Sancte Spiritus Medjugorje

Vieni Spirito, Forza dall'alto

san giovanni paolo II - sofferenza e cristo

Londra, via libera al bimbo con 3 Dna

Londra, via libera al bimbo con 3 Dna
Elisabetta Del Soldato

​Dopo una lunga giornata di acceso dibattito ieri, in tarda serata, la Camera dei Lord ha approvato la legge, già licenziata dalla Camera dei Comuni, che permette il concepimento in provetta di un bambino col Dna di tre genitori.

Con una maggioranza di 232 voti a favore anche la Camera Alta ha scelto di trasformare la Gran Bretagna nel primo Paese al mondo che autorizza la donazione mitocondriale, tecnica molto controversa che ancora non garantisce risultati sicuri e che ha sollevato preoccupazioni e critiche da parte della Chiesa, del mondo della scienza e di buona parte dell’opinione pubblica, perché, come spiega Andrea Williams di Christian Concern, «varca confini etici e morali ed entra in territori molto pericolosi dai quali sarà impossibile tornare indietro».

La procedura, messa a punto da un team dell’Università di Newcastle, prevede la fecondazione in vitro utilizzando il patrimonio genetico di padre, madre e donatrice con la sostituzione del Dna mitocondriale materno “difettoso” con quello di una donna priva di malattie genetiche. Il bambino nato avrà il 99,8% del Dna del padre e della madre naturali e lo 0,2% di Dna della donatrice. Pare poco, ma è una parte ovviamente decisiva.

Il primo bebè potrebbe già nascere l’anno prossimo e gli scienziati, che sperano di evitare che malattie genetiche gravi si trasmettano da madre a figlio, prevedono di poter aiutare 150 coppie l’anno. Ma non è tutto oro quello che luccica in questo momento nei laboratori di Newcastle, spiega ad Avvenire Trevor Stammers, professore di Bioetica alla St Mary’s University di Londra: «La tecnica non è affatto sicura, non è stata sperimentata abbastanza e le implicazioni che porta con sé sono enormi. I bambini nati in questo modo sono più a rischio di tumori come di invecchiamento precoce e vanno monitorati per tutta la vita».

La Gran Bretagna – continua Stammers – commette un «errore storico dal quale sarà impossibile tornare indietro». Dopo il voto alla Camera dei Comuni, quando deputati di tutti i partiti avevano approvato la nuova legge con 382 voti a favore e 128 contrari, «anche questa volta – continua Williams – ha vinto l’accanimento scientifico».

Preoccupazioni erano state espresse anche dalla Chiesa, sia cattolica che anglicana, che ritiene questa procedura pericolosa oltre che inaccettabile dal punto di vista etico, perché non solo introduce il concetto di “designer baby”, ovvero di bambini fatti su misura, ma perché comporta anche la distruzione dell’embrione della donna donatrice.

Come funziona la propaganda all’eutanasia - la croce

Come funziona la propaganda all’eutanasia

L’offensiva mediatica e politica a favore dell’eutanasia in corso in Italia – che vede marciare compatto un organizzato schieramento che va da Le Iene al quotidiano LaRepubblica, dal mondo radicale a quello di taluni cosiddetti vip, molto abili a maneggiare gli slogan – è sotto gli occhi di tutti. Decisamente meno visibili, quando non del tutto occulte, risultano invece essere le strategie costantemente impiegate per orientare il dibattito, e che vanno sempre più assumendo gli avvilenti contorni di una propaganda. Per questo è importante isolare ed esaminare da vicino, sia pure in estrema sintesi, gli argomenti – che poi, in realtà, sono sempre gli stessi da qualche anno – proposti e riproposti per creare consenso attorno alla “dolce morte” benché assai fallaci, per non dire palesemente falsi e finalizzati non già a far ragionare la gente sul tema oggettivamente delicato del fine vita, bensì a smerciare ragionamenti preconfezionati, per così dire, e quindi manipolatori.

La prima tattica è quella dei sondaggi: non c’è vera campagna a favore dell’eutanasia, fateci caso, senza massiccio ricorso ad indagini demoscopiche. Peccato che detti sondaggi da un lato siano esaltati come dogma e, dall’altro, presentati in modo parziale. Non è corretto, per esempio, scrivere – come ha fatto nei giorni scorsi il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari – che «secondo l’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes il 64,6% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia» (La Repubblica, 26.2.2015). Premesso che ogni sondaggio sul tema è difatti da prendersi con massima cautela per via delle divergenze, talvolta perfino fra gli stessi medici, sulla definizione di eutanasia, con una rapidissima verifica si scopre come «secondo l’ultimo Rapporto Italia» i favorevoli all’eutanasia siano in realtà il 58,9%, cioè il 5,7% in meno rispetto al 2013 (64,6%) ed oltre il 9% in meno – sempre attenendosi ai dati Eurispes – al 68% del 2007. La vera notizia è quindi che gli Italiani, anno dopo anno, sono sempre più contrari all’eutanasia: ma questo, guarda caso, nessuno lo dice.
Una seconda strategia è quella di puntare il dito sulla piaga della clandestinità. E’ un vecchio trucco già usato con l’aborto: negli anni precedenti la legge si diceva fossero da 1,5 a 3 milioni (Corriere della Sera, 10.9.1976) oppure addirittura 4 milioni (L’Espresso, 9.4.1967), poi si scoprì che erano stime ingigantite in modo esponenziale, talvolta persino del 4.000%. E lo stesso accade adesso con l’eutanasia: da un lato si intervistano medici che riferiscono fatti curiosamente non verificabili e, dall’altro, si dice che in Italia i casi clandestini di “dolce morte” sarebbero addirittura 20.000, numero presentato come esito di una ricerca dell’Istituto Mario Negri. Se si va sul sito degli autori della ricerca, opera del Gruppo Italiano per la Valutazione degli interventi in Terapia Intensiva, si trova però una netta presa di distanza da siffatta interpretazione della stessa. «I dati di quella importante ricerca – si legge - sono stati riportati in maniera distorta e scorretta» e non può che essere «frutto di ignoranza, di superficialità o peggio di malafede porre sullo stesso piano l’eutanasia e la desistenza da cure inappropriate per eccesso, come purtroppo si è visto fare».
Un terzo argomento, collegato al precedente, è quello di quanti sostengono che già oggi, colpevolmente ignorate dallo Stato, oltre 1.000 persone malate l’anno si tolgono la vita ed altrettante tentano di farlo. Perché non offrire a costoro – è il ragionamento dei promotori dell’eutanasia legale – che comunque sono sofferenti e stanchi di vivere, strutture e reparti dove poter morire con dignità? A parte che fra il morire e l’essere uccisi, fino a prova contraria, sussiste un’abissale differenza pratica, etica e giuridica, c’è un aspetto che va ancora una volta tenuto presente: la fonte dei dati, ossia l’Istat (2008). Ebbene, esaminando i dati si scopre che, se è vero che vi sono stati 1.316 suicidi aventi la malattia come movente, è altrettanto vero come la gran parte di questi riguardi malattie psichiche (1.010) e non malattie fisiche (306); stesso discorso per i 1.382 tentativi di suicidio: quasi tutti causati da malattie psichiche (1.259) anziché da quelle fisiche (123). Come mai si nasconde questo dato? Forse perché scomodo e perché sarebbe dura mettere associare il suicidio di chi ha problemi psichici con l’osannata libertà di scelta?
Quarto argomento: il dolore insopportabile. Chi è contro il diritto a morire – è la tesi sostenuta – vuole imporre o prolungare la sofferenza. Ora, sarebbe interessante scoprire l’identità di soggetti tanto spietati da voler infliggere ai pazienti dolore. Di certo non lo vogliono infliggere i cattolici, che invece auspicano che a ciascun malato sia assicurata piena assistenza farmacologica ed umana e, quando colpito da forti sofferenze, il massimo alleviamento del dolore attraverso la somministrazione di opportune cure. Ne parlava già Papa Pacelli (1876-1958) il quale, nel lontano 1957, si spinse a precisare che se anche se «la somministrazione dei narcotici cagiona per se stessa due effetti distinti, da un lato l’alleviamento dei dolori, dall’altro l’abbreviamento della vita» essa è da ritenersi «lecita». Analogamente il Catechismo spiega che «l’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile» (2279).
L’ultima tattica pro eutanasia è strumentalizzare singoli casi di malati gravi; si fissano obbiettivi e microfoni sul volto di chi è purtroppo colpito da patologie incurabili quasi ricattando i telespettatori col seguente messaggio: se costui è costretto a rimanere in vita soffrendo la colpa è vostra. Le scorrettezze di simili strumentalizzazioni sono varie. Anzitutto non si dice che quel dolore, più che fisico, è spesso psicologico e spirituale. In secondo luogo, prendere il caso limite per discutere un tema è sbagliato trattandosi, appunto, di caso limite: è come se si facesse un’inchiesta sulle condizioni di estrema povertà che fanno arrivare alcuni rubare. La disperazione che porta a commettere reati dovrebbe forse spingerci a depenalizzare il furto? No, ovvio: dovrebbe spingerci invece a contrastare quella povertà; così il grido di chi chiede di morire non deve portarci a depenalizzare l’omicidio del consenziente ma a riflettere, all’insegna della vicinanza umana, sulla genesi di quel grido. Il terzo inganno è dire che l’eutanasia riguarderebbe il singolo, mentre invece avvierebbe una tendenza: in Olanda e Belgio, nel giro di pochi anni, le “morti legali” son cresciute a dismisura. Ma anche questo non si deve sapere, altrimenti la gioiosa macchina pro morte potrebbe incepparsi.
28/02/2015

anna frank - i giovani