venerdì 19 settembre 2014

MARY'S LAND - cotelo



Il film è anche la storia del regista, uno dei tanti cristiani tiepidi (o adulti) ritornato alla fede piena grazie a un pellegrinaggio fatto a Medjugorje con la moglie. La signora Cotelo, assicura il marito, era sferzante durante il soggiorno, alla vista di una veggente durante lo stato di trans gli sussurra: “Perfetta per un tuo film”. Parlava di finzione, di giro di affari, teatro. Di colpo il miracolo: “Alle 15 (ora della morte di Cristo n.d.r.) – racconta il regista – mia moglie è rimasta immobile. Ha iniziato a piangere, a ridere. ‘Non lo vedi? Il sole si muove’. La prendo in giro ripetendo le sue parole: ‘Fumi? Bevi? Chi è il tuo psichiatra?’. Mi giro e lo vedo anch’io. Subito dopo abbiamo detto il rosario, siamo andati a messa, abbiamo partecipato alla via Crucis alle 10 di notte. Pensate che in casa mia era proibito parlare di fede. Personalmente non avevo mai conosciuto una persona più allergica alla fede di mia moglie”.
“La mia famiglia è guarita”. Il viaggio nel santuario mariano nel villaggio della Bosnia Erzegovina ha cambiato per sempre la vita del regista. La gratitudine a Maria si coglie nel film: la madre celeste che non abbandona mai i suoi figli e interviene instancabilmente per riportarli al cuore del Padre. Non c’è colpa infatti che Egli non possa perdonare, eterna è la sua misericordia.
“La chiave di tutto – afferma Juan Manuel Cotelo – sta nella parola amore”, il Dio che si fa uomo si dona e muore per amore. Cristo Gesù si lascia inchiodare alla croce per l’amore infinito che prova per noi, per rimettere i nostri peccati. “Si fa cibo, ci regala il cielo, – ricorda Cotelo – ma non ci obbliga a seguirlo”. La scelta è la parte più difficile della vita dell’uomo: “O con Dio o senza Dio – conclude il regista – questo è il vero dramma della libertà”.
fonte:http://www.riscossacristiana.it/firenze-grande-successo-lanteprima-nazionale-di-terra-di-maria-di-domenico-rosa/

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