martedì 14 luglio 2015

Il decalogo del Family day per aiutare i genitori alle prese con il gender a scuola

Il decalogo del Family day 

per aiutare i genitori 

alle prese con il gender a scuola


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Luglio 13, 2015 Massimo Gandolfini
I dieci consigli del Comitato “Difendiamo i nostri figli” per aiutare mamme e papà a contrastare l’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole dei propri bambini
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Pubblichiamo i dieci consigli del “family day” permanente per aiutare i genitori alle prese con i tentativi di introdurre la teoria del gender nelle scuole dei propri figli.
Consigli operativi concreti per contrastare l’introduzione dell’ideologia gender nell’insegnamento scolastico. Come agire e che cosa fare:
1. Ogni genitore deve vigilare con grande attenzione sui programmi di insegnamento adottati nella scuola del proprio figlio.
2. In particolare, va attentamente letto e studiato uno strumento denominato “Pof” (piano offerta formativa). In esso devono essere elencate chiaramente tutte le attività d’insegnamento che la scuola intende adottare (attenzione: in alcuni casi il Pof è annuale, in altri triennale!).
3. I genitori devono utilizzare lo strumento del “consenso informato”: devono, cioè, dichiarare per scritto se autorizzano, oppure no, la partecipazione del proprio figlio ad un determinato insegnamento. Il consenso va consegnato in segreteria e protocollato (obbligo di legge).
4. A questo punto, si deve avere ben chiaro che gli insegnamenti scolastici sono di due “tipi”:
• insegnamenti curriculari, cioè obbligatori (ad esempio: italiano; matematica, ecc..);
• insegnamenti extracurriculari, cioè facoltativi, dai quali è lecito ritirare il figlio.
5. Nel caso di insegnamenti curriculari (ad esempio, insegnamento delicato a scienze naturali, con nozioni sul corpo umano e sue funzioni, compresa la funzione riproduttiva), si raccomanda che i genitori vigilino con grande attenzione, intervenendo sul singolo insegnante e/o sul dirigente scolastico, qualora si scorgano impostazioni in contrasto con i propri valori morali e sociali di riferimento. Come sempre, più genitori si associano, maggiore è la forza di contrasto.
6. Ad oggi, l’insegnamento “gender” è possibile soprattutto nei programmi di educazione all’affettività e alla sessualità, oppure nei percorsi di “contrasto al bullismo e alla discriminazione di genere”. Sono insegnamenti extracurriculari ed à soprattutto a questi che si deve prestare speciale e massima attenzione.
7. Il consenso/dissenso deve essere formulato per ciascun singolo percorso/progetto/insegnamento (non deve essere generico), va depositato in segreteria e deve essere protocollato (obbligo di legge).
8. Il genitore ha il diritto di chiedere tutti i chiarimenti che vuole, coinvolgendo ogni istituzione scolastica, ad ogni livello: Consiglio di classe, Consiglio di istituto, Consiglio dei professori, dirigente scolastico/preside.
9. Si raccomanda di informare e coinvolgere le associazioni dei genitori: Age (segreteria.nazionale@age.it), Agesc (segreteria.nazionale@agesc.it).
10. L’articolo 30 della Costituzione italiana e l’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sanciscono il diritto dei genitori all’educazione ed istruzione dei figli: ogni genitore ha grande potere decisionale e – cercando di aggregare altre famiglie – la possibilità d’intervento sugli organismi scolastici diventa tanto più forte e positiva, soprattutto se sostenuta da un’associazione genitori accreditata (Age, Agesc).
Un forte appello a tutti i genitori affinché si sentano protagonisti diretti, offrendosi come “rappresentanti di classe” ed entrando a far parte dei “Consigli di istituto”.
Massimo Gandolfini
Comitato “Difendiamo i nostri figli”


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