sabato 25 gennaio 2014

S. LUIGI MARIA GRIGNION DA MONTFORT - Il segreto per diventare Santo




LA DEVOZIONE A MARIA

IL MONTFORT LA DESCRIVE COME L'ALBERO DELLA VITA

...QUI SOTTO ELENCA
Il modo di coltivarlo
...molto bello il punto Pace nelle prove

Nessun appoggio umano

71. 1) Quest’Albero, essendo piantato in un cuore assai fedele, 
ama restare all’aria libera, senza alcun appoggio umano: 
quest’Albero, essendo divino, rifugge sempre da qualsiasi creatura 
che potrebbe impedirgli di innalzarsi verso il suo principio, Dio. 
Pertanto, non bisogna appoggiarsi sulla sua propria industria,
 o sui propri doni di natura, o sul credito e l’autorità degli uomini: 
bisogna invece ricorrere a Maria e contare sul suo aiuto.

Continuo sguardo dell’anima

72. 2) Bisogna che l’anima, dove quest’Albero è piantato, 
sia occupata senza tregua, a guardarlo e riguardarlo, 
come un buon giardiniere. 
Poiché quest’albero, essendo vivente e dovendo dare frutto di vita,
 vuole essere coltivato e reso rigoglioso da un continuo sguardo 
e contemplazione dell’anima; 
 è proprio infatti di un’anima, 
che aspiri a diventare perfetta, 
di pensarvi di continuo, di farne la principale occupazione.


Violenza a se stesso

73. 3) Bisogna sradicare e troncare i cardi e le spine, 
 che potrebbero soffocare questo Albero 
o impedirgli di produrre il suo frutto: bisogna, cioè, 
essere fedele a tagliare e troncare,
 con la mortificazione e la violenza a se stesso, 
tutti i piaceri inutili e le occupazioni vane con le creature; 
in altre parole, crocifiggere la carne, 
osservare il silenzio, mortificare i sensi.

Niente amor proprio

74. 4) Bisogna che i bruchi non lo danneggiano. 
Questi bruchi sono l’amore di se stesso 
e delle proprie comodità; 
essi mangiano le foglie verdi e distruggono le belle speranze 
 che l’Albero dava di produrre frutti: 
poiché l’amor proprio e l’amor di Maria non si accordano affatto.

Orrore del peccato

75. 5) Bisogna tenere lontano le bestie, 
che sono i peccati, i quali potrebbero seccare l’Albero della Vita 
con il solo loro contatto; bisogna che nemmeno lo sfiori il loro alito, 
 cioè i peccati veniali, che sono sempre pericolosissimi, 
qualora non se ne abbia dispiacere.

Facoltà agli esercizi

76. 6) Bisogna innaffiare continuamente 
quest’Albero divino con Messe, 
Comunioni ed altre preghiere pubbliche o private, 
altrimenti esso non darebbe più frutti.

Pace nelle prove

77. 7) Non bisogna crucciarsi se quest’Albero è agitato 
e scosso dal vento; perché occorre che il vento delle tentazioni 
lo investa per farlo cadere, 
e le nevi ed i ghiacci lo circondino per farlo morire;
 il che significa; il che significa che questa devozione a 
Maria Vergine sarà necessariamente 
combattuta e contraddetta; 
ma purché si sia costanti nel coltivarlo, 
nulla si deve temere.

Il frutto dell’Albero della vita è l’amabile ed adorabile Gesù

78. Anima predestinata, se coltiverai in tal modo il tuo Albero della Vita, 
di recente piantato nella tua anima dallo Spirito Santo, 
io ti assicuro che in poco tempo esso crescerà così in alto, 
che gli uccelli del cielo vi abiteranno, e diverrà così perfetto, 
che infine a tempo opportuno darà il suo frutto di onore e di grazia, 
cioè l’amabile ed adorabile Gesù, 
che fu e sarà sempre l’unico frutto di Maria.

Felice l’anima in cui è piantata Maria, 
l’Albero della Vita; più felice quella in cui Maria 
ha potuto crescere e fiorire;
 felicissima quella in cui Maria produce il suo frutto: 
ma fra tutte felicissima quella che gusta e conserva 
questo frutto fino alla morte e nei secoli dei secoli. Amen.



qui sotto il libro completo

http://www.monasterovirtuale.it/i-classici-della-spiritualita-cattolica/s.-luigi-maria-grignion-da-montfort-il-grande-segreto-per-diventare-santo.html

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