mercoledì 7 agosto 2013

S. GIOVANNI DELLA CROCE

E' un mistico ...e' carmelitano

si chiama S. Giovanni della Croce
...si e' di nuovo il mio preferito

...e a chi piace
...puo veramente aprire nuove strade
nel combattimento piu aspro che uno possa affrontare nella propria vita
...quello contro se stesso

...dice cose brevi
ma sono tagliate con l'accetta
...e ti toccano ...fino nel profondo

era un direttore di anime, ed anche un poeta
...in fondo c'e la sua poesia piu famosa
...che poesia tanto non e'
...cioe' e' un cammino che porta diretti alla meta
...nel disegno della salita al monte carmelo
ha messo 3 strade
2 non portano a nulla realmente...
perche' sono solo soddisfazioni terrene
...che poi passano e anche se buone
ti lasciano un che di amaro in bocca

la terza a prima vista e' la piu ostica
... ha sette nulla da oltrepassare
...pero' va diretta alla meta

mi sembra di essere ad un gioco che vedevo da piccolo
...tu sorteggiavi una busta
ed il presentatore ti offriva qualcosa...in cambio di quella
...lui sapeva cosa conteneva
...ed era molto bravo...
io non ci capivo niente
...e mi chiedevo come facesse
ad inventarne sempre una diversa
per riuscire ad ottenere il primo premio

...non lasciamoci soffiare il primo premio
ognuno quella busta l'ha gia nelle mani
...basta solo che dica di si
...qualsiasi fatica
...ma non facciamocela scappare

...l'amore e la pace...non hanno prezzo
...tutto il resto e' oro del giappone


...S. Giovanni e' proprio bello

ieri ne ho usata una e mi ha dato un grande aiuto

eccoleeeeeeeeeeeee



Chi si lamenta e mormora non è perfetto e nemmeno un buon cristiano.

175. Mite è chi sa sopportare il prossimo e se stesso.

176. Se vuoi essere perfetto, vendi la tua volontà e dalla ai poveri di spirito,

177. Chi si fida di se stesso, è peggiore del demonio.

178. Chi non ama il prossimo, odia Dio.

179. Chi agisce tiepidamente, presto cadrà.

180. Chi rifugge dalla preghiera, rifugge da tutto ciò che è buono.

181. È meglio vincersi nella lingua che digiunare a pane e acqua.

182. È meglio soffrire per Dio che fare miracoli.

184. Non sospettare di tuo fratello, perché perderesti la purezza del cuore.

186. Cosa sa chi non sa soffrire per Cristo?

1. Non commettere un peccato per tutto l’oro del mondo,
evitare qualsiasi peccato veniale deliberato, come pure ogni altra imperfezione conosciuta.

3. Non fare cosa né dire parola importante che Cristo non avesse fatto
o detto se si fosse trovato nella situazione in cui mi trovo io e avesse avuto la mia età e la mia salute.

7. Si penta amaramente per ogni tempo perso o non impiegato nell’amare Dio.

9. Non manchi mai all’orazione e quando proverà aridità e difficoltà,
perseveri ugualmente in essa,
perché spesso Dio vuole vedere ciò che ha nell’anima e questo non si prova nelle cose facili e piacevoli.

10. Del cielo e della terra scelga sempre le cose più umili, come pure il luogo e l’ufficio più umile.

11. Non s’intrometta mai in ciò che non le viene comandato, né si ostini in cosa alcuna,
anche se ha ragione. In ciò che le è comandato, poi, se le danno il dito (come si dice)
non prenda tutta la mano; in questo alcuni si sbagliano, convinti di essere obbligati a fare ciò a cui,
se vi riflettono bene, nessuno li ha obbligati.

12. Non si preoccupi mai degli affari altrui, buoni o cattivi che siano,
perché, oltre al pericolo che vi è di peccare, sono causa di distrazione e di poco raccoglimento.

14. Anche se le cose che deve fare per il suo ufficio le riescono difficili e sgradite,
non si perda d’animo, perché non sarà sempre così; Dio, che prova l’anima
facendole sentire fatica nel precetto (cfr. Sal 93 [94], 19.22 Volg.), in breve gliene farà provare il bene e il profitto.

15. Ricordi sempre che tutto ciò che le accade, di bene o di male, viene da Dio,
affinché nel primo caso non s’insuperbisca e nel secondo non si scoraggi.

16. Ricordi sempre di essere venuto solo per essere santo e non tolleri quindi
che nella sua anima regni qualcosa che non conduca alla santità.

17. Cerchi sempre di accontentare gli altri più che se stesso
e così non proverà invidia né spirito di proprietà verso le cose altrui.
Questo va inteso per le cose che sono conformi alla perfezione,
perché Dio si adira profondamente contro coloro che antepongono il beneplacito degli uomini al suo.



Per poter gustare il tutto,
non cercare il gusto in nulla.
Per poter conoscere il tutto,
non voler sapere nulla.
Per poter possedere il tutto,
non voler possedere nulla.
Per poter essere tutto,
non voler essere nulla.

2. Per raggiungere ciò che ora non godi,
devi passare per dove non godi.
Per arrivare a ciò che non sai,
devi passare per dove non sai.
Per arrivare al possesso di ciò che non hai,
devi passare per dove non hai.
Per giungere a ciò che non sei,
devi passare per dove non sei.

3. Se ti fissi su qualcosa,
tralasci di slanciarti verso il tutto.
Se vuoi giungere per davvero al tutto,
devi rinnegarti totalmente in tutto.
E qualora giungessi ad avere il tutto,
devi possederlo senza voler nulla.

4. In questa nudità lo spirito,
trova il suo riposo, perché non
bramando nulla, nulla lo affatica
nell’ascesa verso l’alto, nulla lo sospinge
verso il basso, perché è
nel centro della sua umiltà.

TRATTI DA
SCRITTI MINORI DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE

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